Ieri “fiduciato” il Sostegni. Oggi approvato il Sostegni bis. Si é conclusa la conferenza stampa di Draghi
Due giornate piene. Ieri anche Montecitorio, dopo Palazzo Madama, ha votato la fiducia al “Sostegni” (375 voti a favore, 0 contrari, 45 astenuti). Oggi, Palazzo Chigi (CdM n. 20) dà il via libera definitivo al decreto legge c.d. “Sostegni bis“, rubricato: Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali.
Nella conferenza stampa di Mario Draghi, appena conclusa, le tappe del decreto. Un decreto che “vuole un’Italia che guardi al futuro ma che non lasci indietro nessuno“.
Draghi esprime soddisfazione per la decisione di lunedì scorso di procedere alla riapertura, con gradualità, del Paese, frutto in buona sostanza della campagna vaccinale. Soprattutto con riguardo alla logistica che ha portato alla sterzata data sulle classi di età, con priorità alle fasce più anziane.
“Ci aspettiamo un rimbalzo dell’economia – dice, ndr – ma è presto per parlare di crescita sostenuta, che per affermarsi nel tempo avrà bisogno del Pnrr”.
Inoltre, in questo periodo aumentano i tassi d’inflazione: “la convinzione degli economisti è che saranno rimbalzi di prezzi temporanei”.
Il decreto di oggi, il Sostegni bis
Sono circa 40 miliardi, di cui 17 sosterranno le imprese; 9 sempre le imprese per aiuti su credito e liquidità; 4 andranno ai lavoratori e alle fasce più deboli.
Le novità rispetto al passato
Quali le novità rispetto ai decreti passati?
La prima: si usa anche il criterio dell’utile, non solo del fatturato (per accertare l’utile ci vuole, però, più tempo).
La seconda: 370 mila nuove partite Iva incluse nel programma di sostegno.
Verrà, poi, favorita la ricapitalizzazione delle imprese.
Molto su occupazione e giovani; per questi ultimi, imposta di registro e imposta sul mutuo cancellate e, per i meno abbienti, garanzia dello Stato sull’80 per cento dell’esposizione bancaria. Si vuol sostanzialmente rendere più facile comprar casa e costruirsi una famiglia, afferma il presidente.
Infine, la ricerca: il decreto istituisce, per la prima volta, un fondo per la ricerca di base – Fondo italiano per la scienza – che stanzia 50 milioni quest’anno e 150 per ogni anno a venire in futuro.
Sitografia: governo.it – Conferenza Stampa di Mario Draghi

