Il Tavolo tecnico per le parti sociali, organizzato dal Ministro Orlando a fine aprile ed al quale partecipavano i rappresentanti del CNDCEC, con oggetto l’introduzione di nuove misure di welfare e sostegno al reddito dei lavoratori autonomi professionisti, ha consentito ai commercialisti di evidenziare in quella stessa sede la necessità di tutelare i professionisti attualmente privi di protezione se perdono reddito o sono impossibilitati temporaneamente all’esercizio della professione per cause di malattia.
Con il “Fondo per il reddito di ultima istanza”, istituito dal dl “Cura Italia”, nel corso dell’anno 2020 e fino al mese di aprile 2021, sono state erogate ai professionisti indennità nel solo trimestre marzo, aprile maggio, pur a fronte di difficoltà e costi crescenti per la conduzione dell’attività professionale in tempo di pandemia.
Questo, leggiamo nel contenuto dell’organo di stampa della categoria, ha indotto sollecitazioni del CNDCEC e degli altri enti esponenziali di interessi, che hanno già trovato riscontro in alcune delle misure inserite nel Decreto “Sostegni”, tramite il quale il Governo ha mostrato una rinnovata attenzione nei confronti della categoria.
Le misure legislative che il CNDCEC ha apprezzato
Assoluto favore hanno recentemente raccolto le previsioni di un contributo a fondo perduto ai professionisti ordinistici penalizzati dall’emergenza epidemiologica e quelle relative all’incremento del fondo “Autonomi e professionisti” (comma 20, articolo 1, della Legge di bilancio 2021) volto a finanziare agevolazioni contributive per garantire il cosiddetto “anno bianco dei professionisti”: esonero parziale dei contributi previdenziali complessivi dovuti per l’anno 2021, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, destinato anche ai professionisti iscritti alle casse private di previdenza.
Ancor maggiore è stata la soddisfazione per le modifiche inserite al Decreto “Sostegni” in sede di conversione in legge (n. 69/2021) che ammettono la sospensione della decorrenza di termini relativi agli adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o infortuni.
La misura era caldeggiata per attenuare le criticità dei professionisti vittime di contagio in termini di responsabilità professionale.
Durante i lavori del Tavolo tecnico, il CNDCEC si è pronunciato a favore del mantenimento e dell’estensione dell’ambito applicativo dell’Iscro. Ad oggi, infatti, l’indennità a sostegno del reddito dei lavoratori autonomi, è stata introdotta in via sperimentale escludendo i professionisti ordinistici.
Ed è stata rilanciata l’istituzione dello Sportello dedicato al lavoro autonomo, ai sensi dell’articolo 10 della Legge n. 81/2017, presso «i centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione ai sensi della disciplina vigente».
Particolare attenzione, infine, è rivolta all’ampliamento della disciplina dell’equo compenso, attualmente oggetto di tre proposte di legge incardinate alla Camera dei deputati. Il CNCDEC si è dichiarato a favore dell’istituzione di parametri di calcolo differenziati per categorie e della possibile introduzione di norme deontologiche utili a garantire il rispetto dei criteri fissati per l’equo compenso. A tal fine, l’istituzione di un Osservatorio nazionale per monitorare l’applicazione dello strumento agevolerebbe l’effettività delle misure.
Sitografia: press-magazine.it

