Il Codice unico europeo per la tassazione delle imprese si chiamerà Befit (acronimo di Business in Europe: Framework for Income Taxation – Impresa in Europa: cornice per la tassazione sul reddito) e la prospettiva è di una sua messa in opera entro il 2023.
Sarà un regolamento sull’imposta sulle società per l’Ue, dove prima tra tutte verrà posta una normativa definitiva sulla determinazione della base imponibile della corporate tax, in conseguenza dell’intesa che si sta chiudendo in Ocse e G20.
Il Codice unico europeo o Befit
Concretamente, l’intesa internazionale sulla tassazione delle imprese (multinazionali) avrà la forma di una convenzione multilaterale; conterrà un accordo sui 2 pilastri su cui si fonda la riforma della corporate tax per le imprese multinazionali elaborata dall’Inclusive framework di Ocse/G20:
1. Pillar one
Il primo pilastro (Pillar one) riformerà la distribuzione della “competenza impositiva” tra le diverse giurisdizioni sul cui territorio è presente l’attività di un’impresa multinazionale, superando il criterio della presenza fisica ormai inadatto in un’economia globale che si muove in gran parte sul mercato digitale;
2. Pillar two
Il secondo pilastro (Pillar two) riguarda l’intesa su un livello minimo di tassazione effettiva per le basi imponibili (global minimum tax).
La Commissione europea trasporrà il contenuto della convenzione in due direttive ad hoc (una per ciascun pilastro) in modo da renderne obbligatoria l’applicazione anche nei Paesi dell’Unione che non partecipano come Stati nazionali ai consessi internazionali.
La direttiva sul Pillar two si occuperà anche dell’armonizzazione delle nuove regole con attuali discipline Ue su cui avranno un impatto.
Nel breve e medio termine?
A breve termine, le iniziative sono mirate alla ripresa delle attività; la prima in assoluto, la raccomandazione che invita gli Stati membri a consentire il riporto delle perdite almeno fino all’anno fiscale precedente.
L’indicazione è quella di consentire alle aziende di compensare le imposte dovute sugli anni precedenti con le perdite registrate nel 2020 e nel 2021.
La Commissione si occuperà anche del trattamento fiscale dei finanziamenti di capitale proprio e di debito delle società, e di una serie di norme che possono inserirsi nella generale azione europea di contrasto alle pratiche elusive.
Su questo capitolo, per la fine di quest’anno è prevista una nuova stretta sulle società di comodo, su cui la Commissione intende presentare una proposta per nuovi requisiti di monitoraggio e comunicazione delle informazioni.
Sitografia: fiscooggi.it

