Il documento Tax Administration: Digital Resilience in the COVID-19 Environment riporta le risultanze di un sondaggio sulla resilienza digitale sottoposto a 32 amministrazioni fiscali dei Paesi Membri.
Con esso, l’FTA vuol fornire informazioni utili a stimolare la riflessione su eventuali miglioramenti strutturali per le amministrazioni fiscali, con particolare attenzione ai servizi ai contribuenti, alla gestione del rischio di compliance, al lavoro a distanza e ai sistemi informatici.
La Digital Resilience indica la strada della digitalizzazione contro la crisi
E’ stato un passaggio naturale quello ad un ambiente di lavoro da remoto per le amministrazioni che avevano avviato un processo di trasferimento graduale dei loro processi in rete in periodo pre-crisi; altre hanno dovuto affrontare le proprie carenze, introducendo miglioramenti ai servizi preesistenti o sviluppandone di nuovi.
Statistiche riportate nel documento mostrano come le amministrazioni si siano gradualmente adeguate alle nuove esigenze, trasferendo parte delle attività in un ambiente virtuale/digitale. Circa il 75% di esse prevede di proseguire il percorso intrapreso.
Le risposte al sondaggio hanno indicato come le esperienze maturate durante l’attuale crisi abbiano portato circa il 60% delle amministrazioni a modificare le strategia sulla digitalizzazione dei processi; in questo “clima digitale”, il documento individua la necessità di:
– accelerare la conversione dei documenti cartacei in immagini digitali;
– archiviare le informazioni;
– trasferire i dati su cloud;
– creare uffici di servizi digitali, in un contesto generale di possibile potenziamento del lavoro a distanza, in smart working.
C’è anche attenzione ai servizi ai contribuenti?
Sì, anche quella è nel documento: i contribuenti sono ancora fortemente legati alla carta e al “vis à vis“. Il sondaggio rivela che, nonostante l’ampliamento di canali di comunicazione e dell’offerta di servizi digitali (messaggistica, uso di web chat, social media, applicazioni mobili, ecc.), un gran numero di contribuenti continua a servirsi delle richieste cartacee o a richiedere appuntamenti di persona.
Tipologie di comunicazione più difficili da gestire durante la crisi per almeno il 60% delle amministrazioni, queste, considerando che l’erogazione tempestiva ed efficiente dei servizi deve rimanere una parte fondamentale dei sistemi fiscali.
Ad ogni buon conto, i nuovi canali richiedono anche cambiamenti legislativi: il 45% delle amministrazioni ha dovuto attendere modifiche normative (ad esempio per introdurre firme elettroniche, documenti scannerizzati, l’uso dei telefoni cellulari nel trattare informazioni dei contribuenti) o modifiche ai processi amministrativi (ad esempio sui canali da poter usare per le comunicazioni).
Tecnologie innovative per garantire la compliance
Nel 90% dei Paesi partecipanti alla ricerca sia le amministrazioni fiscali che i contribuenti hanno considerato un’esperienza positiva l’uso di strumenti virtuali a fini del controllo, prevedendo pertanto di continuare ad adottare anche in futuro queste nuove metodologie di lavoro a distanza.
Sitografia: fiscooggi.it

