In un “clima pandemico” di grande incertezza, le prospettive del ministro Franco (MEF) non possono che essere influenzate dall’andamento degli eventi.
Le varianti possono cambiare le aspettative dell’economia e rallentare la crescita.
Il ministro, in audizione ieri sulla riforma fiscale presso le Commissioni Finanze dei due rami del Parlamento, ritiene che il sistema fiscale necessiti di una “riforma ampia e organica“; “non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta”, ha aggiunto.
“I pilastri fondamentali del sistema, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, progressiva, e l’imposta sul valore aggiunto, restano validi, ma necessitano di un profondo rinnovamento delle loro caratteristiche e del loro funzionamento”, ha infine sottolineato.
Ancora: la riforma fiscale «deve facilitare l’aumento del tasso di occupazione».
E’ attesa entro la fine di luglio la presentazione di un ddl delega sulla riforma del fisco.
Sull’Irap, imposta discussa, il ministro dice che ritocchi e revisioni ne hanno modificato la struttura originaria, perciò il mantenimento di questa imposta “non appare più giustificato, c’è un’esigenza di semplificazione”.
Nella riforma. Il cuneo fiscale
«In Italia il cuneo fiscale è particolarmente elevato”; “l’elevato prelievo sul lavoro dipendente non favorisce il tasso di occupazione che in Italia è pari al 59%, contro il 76% della Germania e il 75% della Gran Bretagna”.
Per stimolare l’aumento dell’occupazione si fa ora urgente usare la leva fiscale.
La revisione dell’Iva…
Andrebbe ridefinita “la disciplina per la semplificazione” dell’Iva e prevista “una possibile riduzione dell’aliquota ordinaria: direi che la semplificazione e soprattutto l’aumento dell’efficienza dell’imposta attraverso riduzione di evasione ed elusione possono anche suggerire di ampliare questa prospettiva non escludendo che il legislatore delegato possa agire sul livello delle aliquote ridotte e la distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, interventi che possono anche avere luogo a parità di gettito Iva”.
…e della spesa
“Se si intende ridurre in modo strutturale” il peso del fisco occorre “agire per contenere la spesa pubblica sul Pil”, azione “facilitata da aumento dell’efficienza” dei programmi di spesa: “in assenza di un intervento coerente sulla spesa” si può intervenire per rendere il sistema “efficiente ed equo ma non si può di per sé perseguire la riduzione strutturale del carico fiscale”.
Il delicato capitolo imprese
Per le nostre imprese, ammette il ministro, il sistema fiscale ’’è complesso e oneroso da gestire’’. “L’evasione fiscale rappresenta da sempre uno dei fattori più critici del nostro sistema. Ridurre l’evasione è una misura necessaria anche per la crescita”.
Una riforma graduale, ma da subito gli interventi senza costi per le finanze
Gli interventi su Irpef e Irap “sono certamente i più urgenti cui sarà opportuno destinare risorse non appena saranno disponibili. L’azione di semplificazione va avviata rapidamente e più in generale tutto quello che non ha un costo per le finanze pubbliche andrebbe portato avanti fin da subito”.
L’impegno del ministro e del governo è “predisporre un impianto di riforma che possa essere introdotto gradualmente nel tempo, man mano che recupereremo risorse nel dare attuazione alla delega stessa anche attraverso il contrasto all’evasione e la razionalizzazione della spesa”.
Sitografia
www.ilsole24ore.com
www.ansa.it

