Il programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) è una grande opportunità, sì. Ma il ministro del Lavoro coinvolga di più i fondi interprofessionali. Cifa e Confsal chiedono anche il blocco del prelievo forzoso sullo 0,30% destinato.
Il programma GOL annunciato dal Governo, vicino ad essere avviato (settembre), é certo una grande opportunità per creare nuova occupazione: sostanziose risorse economiche finanzieranno processi di reskilling e upskilling per specifiche categorie di lavoratori svantaggiati.
Tangorra: GOL è una minirivoluzione
Di “minirivoluzione” parla il commissario straordinario di Anpal – Raffaele Tangorra – nell’intervista che ha rilasciato al quotidiano Il Sole 24 Ore, per sottolineare la portata del programma.
La nuova misura di politica attiva introdotta dalla Legge di bilancio 2021 partirà a settembre. Pnrr e React-Ue prevedono un finanziamento complessivo di 4,9 miliardi di euro; previsti tre milioni di destinatari entro il 2025.
Nelle parole di Tangorra “Il programma Gol non sarà un mero passaggio burocratico, ma consisterà nell’attivazione di percorsi mirati rispetto alle caratteristiche dell’utenza e finalizzato a migliorare le chances di occupabilità, soprattutto di chi è più in difficoltà.”.
Dice: “Abbiamo bisogno che tutto sia connesso e che ci sia interoperabilità tra il sistema nazionale e quelli regionali”.
“La vera sfida è anticipare le politiche attive già durante le crisi aziendali, quando scatta la Cigs.”.
“Punteremo su un reale coinvolgimento di imprese e territori, specie nell’identificare fabbisogni di competenze e disponibilità di offerte di lavoro. (…). Ho iniziato attivando un gruppo di lavoro con i responsabili regionali delle politiche attive e della formazione”, conclude.
FonARCom: lodevole ma è auspicabile un maggior coinvolgimento dei fondi interprofessionali
L’iniziativa è giudicata lodevole da FonARCom, che però in un esaustivo comunicato aggiunge che “sarebbe (…) auspicabile un maggiore coinvolgimento dei fondi interprofessionali che, negli anni, hanno dimostrato in modo indiscutibile di saper gestire le risorse economiche affidate. I fondi si sono distinti per efficienza ed efficacia, anche in ragione della loro particolare vicinanza al mondo delle imprese e dei lavoratori. Inoltre, quali soggetti della rete nazionale delle politiche attive, così come previsto dal Dlgs 150/2015, meritano un ruolo più attivo nel nostro sistema di politiche attive e nei meccanismi di condizionalità per l’accesso agli ammortizzatori sociali.”.
Pertanto, le confederazioni Cifa e Confsal, parti sociali fondatrici del Fondo, “chiedono al ministro del Lavoro Andrea Orlando di assegnare ai fondi interprofessionali un ruolo di maggiore centralità nel sistema di politiche attive. Chiedono, anche, di affidare loro nuove e più consistenti risorse da gestire, con strategie condivise, insieme alle Regioni e, come già fatto presente da altri fondi interprofessionali, tra cui Fondimpresa, di porre fine al prelievo forzoso operato dallo Stato in questi anni.”.

