Il Magazine dei Commercialisti analizza i risvolti della riforma del processo civile.
Mutano le regole per l’attribuzione degli incarichi dei CTU nei tribunali per le imprese.
Cosa prevede il nuovo testo? Che “le funzioni di consulente presso le sezioni specializzate dei tribunali con competenza distrettuale possono essere affidate ai consulenti iscritti negli albi dei tribunali del distretto”.
Sta tutta qui la novità che, in sostanza, permette di superare l’attuale norma che dispone che ciascun giudice debba affidare normalmente le funzioni di consulente tecnico d’ufficio ai soli iscritti nell’albo istituito presso il tribunale in cui hanno sede.
Se il giudice vuol conferire l’incarico a un consulente iscritto nell’albo di un altro tribunale o a persona non iscritta in alcun albo, è ora stabilito che debba sentire il presidente e indicare nel provvedimento i motivi della scelta.
Il nuovo processo civile snellisce le procedure di nomina e le svincola da criteri interpretativi inadeguati
Grazie al nuovo testo del processo civile, per l’affidamento degli incarichi si potrà perciò attingere agli iscritti dei tribunali dell’intero distretto, con una selezione che diventa, quindi, su base regionale.
Non solo. Una seconda significativa novità interessa le sezioni dei tribunali delle imprese istituite presso Milano, Roma e Napoli, le uniche ad avere competenza infraregionale, quando ci si trova ad affrontare controversie sulla violazione della normativa antitrust dell’Unione Europea o sulla violazione delle norme poste a tutela del mercato e della concorrenza.
Ad oggi, sono privilegiati nell’affidamento delle CTU i professionisti iscritti negli albi tenuti dai Tribunali delle tre città.
Con il nuovo testo sarà, invece, possibile per il Tribunale di Milano affidare gli incarichi ai consulenti di tutto il Nord Italia, per quello di Roma ai consulenti del Centro e per quello di Napoli ai consulenti dell’Italia meridionale.
Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, è particolarmente soddisfatto: “questa novità è il frutto di un’incessante azione svolta dalla categoria in questi anni, con interlocuzioni costanti con la politica e le istituzioni, con cui abbiamo sostenuto le ragioni di un emendamento che andasse nella nuova direzione. La situazione e la prassi che è derivata in questi anni nell’ambito dell’attribuzione degli incarichi dei CTU nei tribunali delle imprese avvilisce l’intera categoria, operando una ingiustificata e inaccettabile distinzione tra professionisti aventi tutti pari dignità, a prescindere dal Tribunale di riferimento”.
Gli fa eco il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alle Funzioni giudiziarie, Giuseppe Tedesco: “Grazie alla nostra azione sono stati finalmente individuati modalità e criteri di nomina del CTU maggiormente equi, con un intervento di modifica del testo normativo che farà definitivamente chiarezza sulla questione, snellendo le procedure di nomina e svincolandole da criteri interpretativi non più adeguati. Con la nuova disposizione tutti i quasi 120 mila commercialisti verranno considerati “uguali”.
Obiettivo centrato.

