Il Mef pubblica gli elenchi 2022 di società, enti e fondazioni a cui, per il prossimo anno, in relazione alle operazioni Iva effettuate nei confronti delle Pa e di altri organismi specificamente individuati, si applicherà il meccanismo dello split payment di cui all’articolo 17-ter, comma 1-bis, del decreto Iva.
Chi sta negli elenchi
Sono compresi negli elenchi (appena aggiornati): le società controllate dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri; gli enti e le società sotto il controllo delle Amministrazioni centrali, locali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza; gli enti, le società e le fondazioni partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, dalle Amministrazioni pubbliche e, ancora, le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.
Chi non sta negli elenchi
Ne sono, viceversa, escluse le Pa (come definite dall’articolo 1, comma 2, legge n. 196/2009), cui si applica comunque il meccanismo della scissione dei pagamenti. Queste, infatti, sono individuate nell’elenco Ipa.
L’articolo 5-ter, comma 2, del Dm del 23 gennaio 2015 richiede la pubblicazione degli elenchi entro il 20 ottobre di ciascun anno, con effetti sull’anno successivo.
Allo scopo di tutelare il legittimo affidamento dei soggetti interessati, la disciplina dello split payment deve essere applicata dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e della pubblicazione dello stesso elenco sul sito del dipartimento delle Finanze. A tal proposito, ciascun soggetto è individuato nell’elenco tramite codice fiscale, denominazione e per data di inserimento.
Alle società, agli enti e alle fondazioni presenti nelle liste, escluse le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana, è consentito segnalare eventuali mancate o errate inclusioni, fornendo idonea documentazione, esclusivamente mediante l’apposito modulo di richiesta, al quale è obbligatorio allegare la visura camerale.

