In Gazzetta Ufficiale del 18 novembre 2021 (n. 275) la Legge che modifica il codice (delle pari opportunità) di cui al decreto legislativo n. 198/2006 in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo.
Si tratta della Legge n. 162 del 5.11.2021.
Tra i sei articoli di cui si compone, uno é dedicato alla novità del prossimo anno: dal 1° gennaio 2022 sarà istituita la certificazione della parità di genere al fine di attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità.
Quale svolta? La certificazione della parità
Per l’anno 2022, alle aziende private che siano in possesso della certificazione della parità di genere sarà concesso, nel limite complessivo di 50 milioni di euro, un esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
L’esonero é determinato in misura non superiore all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda, riparametrato e applicato su base mensile, con decreto interministeriale da adottare entro il 31 gennaio 2022, assicurando il rispetto del limite di spesa complessivo.
Inoltre, alle aziende private che, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della certificazione della parità di genere, è riconosciuto un punteggio premiale per la valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, di proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

