Secondo quanto previsto dal tavolo organizzato dal Mef su come spendere le risorse destinate dal Ddl Bilancio per l’abbassamento delle tasse, verrà cancellata l’aliquota Irpef al 41% e altre 2 saranno ridotte.
Nell’accordo raggiunto anche l’eliminazione dell’Irap per autonomi, persone fisiche e ditte individuali, forse anche per le start up.
Un ritocco riguarderà la no tax area (quella dei lavoratori autonomi dovrebbe essere portata da 4.800 a 5.500 euro) e verranno riprofilate le detrazioni (con beneficio per i redditi sopra i 50mila euro), che assorbiranno i bonus 80-100 euro.
Dunque, l’ipotesi dell’accordo prevede che solo per la fascia di reddito fino a 15mila euro resti con aliquota al 23%:
- quella 15-28mila euro passerebbe dal 27% al 25%;
- quella 28-55mila euro dal 38% al 35%;
- oltre i 55mila scatterebbe quella al 43%.
Dal viceministro MiSE, Gilberto Pichetto, il commento: “C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef. E altrettanto vale per un ragionamento sull’Irap che vede una scelta verticale, partendo dalle 850mila persone fisiche, autonomi e ditte individuali, aggiungendo eventualmente le start up” e aggiunge che si tratta di un primo passo strutturale, dunque non solo per il 2022.
L’accordo è politico e, dopo i confronti tra Draghi e il Ministro Franco (Mef) e tra referenti e partiti, ci sarà un secondo incontro al Tavolo.
L’intesa raggiunta vedrà la luce con un emendamento del Governo nel Ddl Bilancio.
Sitografia
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