Il Garante privacy interviene sul Green pass con due note del 10 dicembre 2021.
No all’App Green pass rafforzato per l’accesso dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
Con una prima comunicazione precisa che è illegittima la richiesta di “Super Green pass”o Green pass rafforzato nei confronti di clienti degli alberghi, di lavoratori o, ad esempio, degli accompagnatori dei pazienti negli ospedali, ossia nei luoghi dove la legge non lo prescrive.
Nelle situazioni citate va utilizzata l’App versione base.
Secondo legge, infatti, chi ha la certificazione verde per aver eseguito un tampone può legittimamente accedere in albergo o sul luogo di lavoro.
L’Autorità, chiude la nota, in vista della revisione del Dpcm del 17 giugno scorso, ha già indicato al Ministero della salute le misure per evitare l’uso non corretto della funzionalità dell’app di verifica riservata ai Green pass rafforzati, in particolare per quanto riguarda l’ambiente lavorativo.
Green pass. Revoca per sopraggiunta positività
Con una seconda nota, il Garante privacy si dice pronto ad esprimere parere sulla revoca del Green pass alle persone che, già in possesso delle certificazioni verdi, risultino in seguito positive.
L’Authority ricorda di aver segnalato più volte, nei mesi scorsi, al Ministero della salute i profili critici derivanti da un mancato aggiornamento del certificato verde.
Già nel provvedimento riportante il parere sul DPCM di attuazione della piattaforma nazionale DGC per l’emissione, il rilascio e la verifica del Green Pass del 9 giugno 2021 [doc. web n. 9668064] il Garante aveva messo chiaramente in evidenza che: “il collegamento con la Piattaforma nazionale-DGC risulta indispensabile per verificare l’attualità delle condizioni attestate nella certificazione, tenendo conto dell’eventuale variazione delle stesse (es. sopraggiunta positività), con significativi rischi anche in ordine alla reale efficacia della misura di contenimento”.
Pertanto: “solo la Piattaforma nazionale-DGC, attuata nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla disciplina di protezione dati e conformemente al parere dell’Autorità, ha infatti le caratteristiche per realizzare, superate le criticità in ordine alla specificazione delle finalità del trattamento sopra riportate, il rilevante obiettivo di interesse pubblico sottostante e può considerarsi proporzionata all’obiettivo legittimo perseguito”.
Da ultimo, nella segnalazione a Parlamento e Governo dell’11 novembre, l’Autorità ha sottolineato ancora una volta come l’efficacia a fini epidemiologici del Green pass dipenda da verifiche periodiche sulla sua persistente validità, attuabili mediante la piattaforma nazionale DGC per il rilascio delle certificazioni, garantendo così l’esattezza e l’aggiornamento dei dati personali.
Il Garante informa che è appena pervenuto dal Ministero della salute la bozza di Dpcm di modifica del Dpcm del 17 giugno 2021, che tocca anche gli aspetti legati alla revoca dei Green pass, sul quale esprimerà il proprio parere con la massima urgenza.
Sitografia
www.garanteprivacy.it

