La Legge di bilancio per il 2022 non ha concesso proroghe ad alcuni tra i bonus del “pacchetto” Industria 4.0.
Ne è rimasto fuori, ad esempio, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi ordinari, diversi da quelli indicati negli allegati A e B della legge 232/2016, sia materiali che immateriali (articolo 1, comma 1055, legge 178/2020), come mobili, arredi, macchinari e software non 4.0.
Le mancate proroghe
Il bonus (6%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a due milioni di euro – beni materiali, ovvero a un milione – beni immateriali), spetterà per gli investimenti effettuati non oltre il 31 dicembre 2022 ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che al 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione
Altro credito d’imposta scansato dalla Manovra è quello per la formazione del personale dipendente finalizzata all’acquisizione o al consolidamento delle competenze rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 (articolo 1, comma 210 e seguenti, legge 160/2019) che perciò cesserà di esistere normativamente oltre le spese sostenute nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.
Sitografia
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