Conferenza stampa di Mario Draghi e i ministri della Salute, Speranza, dell’Istruzione, Bianchi, e il coordinatore del Cts, Locatelli
La sfida della pandemia con approccio diverso, cauto ma dovendo minimizzare gli effetti economico-sociali.
Il motivo per cui si adotta un approccio diverso? Semplice. La vaccinazione.
Quasi l’80 per cento della popolazione italiana ha completato il ciclo primario, il 40 la dose c.d. “booster”.
In conferenza stampa, il Primo Ministro Draghi invita gli italiani che non si sono vaccinati a farlo: grazie alla vaccinazione, ad esempio, l’economia ha segnato una crescita di oltre il 6 per cento (a fronte di un calo del 9 l’anno precedente).
Politiche sulla pandemia coerenti con la strategia
Le politiche di questo Governo, dice il Premier, sono coerenti con la strategia di vaccinazione.
La settimana scorsa, ricorda, si è interventi per disciplinare la modalità di lavoro agile (o “smart working“), anche nel privato.
Di più: si è incoraggiata la vaccinazione con l’obbligo esteso ai luoghi di lavoro per chi ha più di 50 anni. “Lo abbiamo fatto sulla base dei dati (…) che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi”.
Molte difficili sfide sono state superate grazie ad impegno di cittadini, parti sociali, governo, parlamento, enti territoriali. Delle istituzioni tutte, rimarca il Presidente Draghi.
Il provvedimento licenziato in Consiglio dei Ministri n. 55 del 5 gennaio scorso – decreto n. 1 del 7 gennaio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio 2022 – è dunque concentrato sulle classi di età che occupano maggiormente le terapie intensive. Quali sono i motivi del concentrarsi? Primo, proteggere la salute dei non vaccinati; secondo, proteggere la salute di noi tutti.
In ambito lavoro, le decisioni del Consiglio dei Ministri che il nostro Premier ha illustrato in conferenza stampa sono contenute nell’importante decreto sulle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore.
In esso, l’obbligo vaccinale per i cinquantenni può venir meglio compreso proprio a seguito del quadro illustrato da Draghi, che prevede di colpire la pandemia con la vaccinazione (lo strumento più importante) e cercare di non tornare alla chiusura totale, mantenendo aperto il Paese.
Pandemia e obbligo vaccinale
Ebbene, il testo introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro, a far data dal 15 febbraio 2022.
Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.
Green pass ordinario
È esteso l’obbligo di Green Pass cosiddetto ordinario a coloro che accedono ai servizi alla persona e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
Smart working
Il Consiglio dei Ministri è stato informato dal Ministro per la pubblica amministrazione dell’adozione, d’intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, di una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile. Di ciò si è ampiamente scritto in questo giornale ed in LiberoQuotidiano.it, a cura dei giornalisti della Redazione di redigo.info.
Sitografia

