Dal 2022 scompare l’IRAP per alcuni autonomi. Consulenti del Lavoro: non basta a compensare
Le proiezioni sulla riduzione della pressione fiscale per il 2022, formulate dai professionisti della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro danno i vantaggi principali ai lavoratori dipendenti, non anche ai lavoratori autonomi, per cui permangono evidenti e rilevanti differenze di carico fiscale.
Specie sui livelli di reddito più bassi (da 10 mila a 15 mila euro) si realizzeranno disparità maggiori tra un lavoratore dipendente e uno autonomo; viceversa, più aumenta il reddito imponibile (tra 50 mila e 55 mila euro) più quelle si azzerano.
Tasse nella Manovra. Le differenze nel carico fiscale
Da 10mila a 15mila euro
Sui livelli di reddito più bassi si realizzano le differenze maggiori tra un lavoratore dipendente e un lavoratore autonomo.
Nell’ipotesi di reddito da 10mila euro, scrivono i Consulenti del Lavoro, il differenziale a sfavore sfiora i 2mila euro annui (1.970 circa) e a 15mila li supera di poco (2.100 circa). Differenza quasi esclusivamente imputabile al bonus 100 euro che spetta ai subordinati.
Da 20 mila a 25 mila euro
Per l’esempio di reddito imponibile a 20mila euro, le differenze sono quantificate a 1.870 euro, mentre per 25mila sono a 1.650 circa.
Pertanto, benché le novità Irpef 2022 disegnino un quadro di generale riduzione della pressione fiscale per i contribuenti, i vantaggi principali li avranno soprattutto i lavoratori dipendenti mentre restano rilevanti differenze di carico fiscale per i lavoratori autonomi, anche nelle fasce più basse di reddito imponibile.
«E a tutto questo si dovrà aggiungere l’impatto dell’Auuf (Assegno Unico Universale Figli) che da marzo sostituirà gli Assegni per il Nucleo Familiare. – afferma il presidente della Fondazione Studi, Rosario De Luca – Sarà agganciato all’Isee, quindi vedremo cosa ne sortirà come quantificazione individuale».
Da 30mila a 40mila euro
Più si sale di reddito imponibile, più si riduce la forbice delle differenze. Nel caso di reddito da 30mila euro, il gap tra le due tipologie di lavoratori scende a circa 1.350 euro; nell’ipotesi di 40mila, la forbice scende sensibilmente (solo 640 euro).
Da 50mila a 55mila euro il differenziale delle tasse si assottiglia
La fascia che ristabilisce omogeneità: più aumenta il reddito imponibile, più le differenze si azzerano.
Gli esempi formulati dalla Fondazione Studi prevedono 50mila e 55mila euro di reddito imponibile, che di fatto non fanno scaturire differenze sostanziali tra subordinati e autonomi. Ciò va imputato alla totale assenza, in entrambi i casi, di detrazioni.
Dal 2022 scompare l’Irap ma non per tutti gli autonomi
A favore degli autonomi la Legge di Bilancio per il 2022 prevede la cancellazione dell’Irap, ma solo per imprenditori individuali e professionisti, purché
non associati.
Il risparmio per questi contribuenti è del 3,9%, percentuale che risente di variazioni a livello locale. Ogni regione può decidere infatti di aumentarla o ridurla fino a un punto percentuale. «Questa cancellazione riguarda una platea circoscritta di contribuenti – spiega Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro -. Da sola non può certo compensare le differenze di tassazione esistenti tra lavoratori subordinati e autonomi».
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