È messo nero su bianco nella lettera sottoscritta da 102 super ricchi e inviata al World economic forum del 17 gennaio 2022: “Fateci pagare più tasse… Mentre il mondo ha sofferto in questi due anni, molti di noi possono dire di aver visto aumentare la loro ricchezza durante la pandemia. Pochi di noi, forse nessuno, può invece dire onestamente di aver pagato il giusto di tasse”.
I firmatari – tra cui Abigail Disney, erede di Walt Disney – lanciano l’appello: “Il mondo, e ogni paese, deve chiedere ai ricchi di pagare il giusto. Tassateci, e tassateci ora”.
Oggi i paperoni del mondo non devono pagare tasse su beni immobili, azioni, opere d’arte, ma solo sul venduto. Il fisco è ingiusto e i 102 dicono che non basta la minimum tax del 15% (la tassa piatta del 15% è nei piani di Ocse/G20 con l’introduzione di una Global tax).
Secondo i sottoscrittori un’imposta sul patrimonio progressiva, che parte dal 2% per chi ha più di 5 milioni di dollari e sale al 5% per i miliardari, potrebbe raccogliere oltre 2.500 miliardi, abbastanza a livello globale per sollevare 2,3 miliardi di persone fuori dalla povertà e garantire assistenza sanitaria e protezione sociale alle persone che vivono nei paesi a basso reddito.
Durante il World Economic Forum è emersa l’ipotesi di un’imposta sul patrimonio, che già esiste in Svizzera dove ha sede l’organizzazione, potrebbe essere un buon modello da esportare in altri paesi.
Global tax, il punto Ue
Con una proposta di direttiva del 22 dicembre scorso della Commissione europea l’accordo Ocse/G20 sulla Global tax per le grandi multinazionali entra nell’iter legislativo della Ue.
La tassazione minima del 15% si potrà applicare ai profitti di grandi gruppi presenti in Europa con una società madre o una controllata.
La direttiva segue gli elementi del secondo pilastro dell’intesa dell’Inclusive framework Ocse/G20 armonizzandoli rispetto al contesto normativo europeo, soprattutto in considerazione della libertà di stabilimento per le imprese. Si ricorda che il primo pilastro dell’accordo sulla Global tax, è la redistribuzione parziale tra le giurisdizioni fiscali dei diritti di imposizione.
Per l’approvazione della proposta di direttiva ci vorrà l’unanimità da parte del Consiglio e il parere favorevole di Parlamento e Comitato economico e sociale. Successivamente dovrà essere recepita dagli Stati membri.
Il tutto, secondo gli Stati membri, dovrebbe avvenire in tempi rapidissimi per avviare le prime regole dal 2023, con completamento dell’iter entro il 1° gennaio 2024.
La direttiva della Commissione
Dentro la direttiva i due meccanismi del pacchetto GLoBE: l’Income Inclusion Rule (IIR) e l’Under Taxed Payments Rule (UTPR). Ciò garantirà il livellamento effettivo dell’imposta sui profitti ad almeno il 15% stabilito dall’accordo Ocse/G20.
Secondo la direttiva europea l’applicazione sarà possibile verso qualsiasi grande gruppo, sia multinazionale che nazionale, presente in uno Stato membro che abbia un fatturato consolidato di almeno 750 milioni di euro.
La direttiva precisa: regole per il calcolo del livello di tassazione minima e dell’imposta integrativa, i casi particolari, gli obblighi dichiarativi che deriveranno dall’entrata in vigore del nuovo regime, le esclusioni.
Sitografia
www.fiscooggi.it
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