Online il lavoro del Gruppo di studio che ha portato alla stesura del Protocollo sul lavoro agile/smart working.
Il Gruppo di studio “Lavoro agile”, istituito dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha reso disponibile la relazione sugli effetti dello svolgimento dell’attività di lavoro in modalità di agile, in vista della prospettazione di soluzione alle criticità riscontrate nell’ambito delle dinamiche lavorative, sia riguardo al settore privato che della pubblica amministrazione.
Il documento è il frutto dell’intenso confronto avviato con le parti sociali per giungere “a un Protocollo congiunto al fine di individuare punti di convergenza sulle questioni più spinose e non regolate in modo efficace dalla legge“.
Il “Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile” è stato sottoscritto dal Ministero del Lavoro e dalle parti sociali il 7 dicembre 2021.
Il Protocollo ha tenuto ben in conto le esigenze evidenziate dalle Parti sociali, cercando di fare sintesi tra le diverse posizioni, talvolta non proprio coincidenti e ben può rappresentare un testo fondamentale per la disciplina del lavoro agile.
Aprile porterà l’accordo individuale prescritto dal Protocollo
Si ricorda che il 31 marzo 2022 scadrà l’ultima proroga dello Stato di emergenza e conseguentemente scadrà anche la possibilità di ricorrere al lavoro agile semplificato, dunque senza la stipula dell’accordo tra datore e lavoratore.
Pertanto, come recita il Protocollo, l’avvio del lavoro agile richiederà la stipulazione per iscritto dell’accordo individuale, come definito dagli artt. 19 e 21, l. n. 81/2017 e secondo quanto stabilito dai contratti collettivi, ove regolato.
Tale accordo individuale di lavoro agile sottoscritto tra il datore di lavoro e il lavoratore si adeguerà ai contenuti della eventuale contrattazione collettiva di riferimento e comunque dovrà essere coerente con la disciplina di legge e con le linee di indirizzo definite nel Protocollo in argomento.
L’ante: il lavoro del Gruppo dietro al Protocollo
La relazione svela il lavoro dei tecnici per addivenire al protocollo.
Un questionario è stato somministrato alle parti sociali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal, Usb, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Con-fartigianato, Confservizi, Cna, Casartigiani, Alleanza cooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi, Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribu-zione, Confimi, Confetra, Cida) e anche al Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Quasi tutti hanno risposto inviando un documento di sintesi.
Contestualmente, si è proceduto:
- a diverse audizioni, ove sono state invitate le parti sociali, la Consigliera Nazionale di Parità e – con particolare riferimento allo stato di attuazione del lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni e alle possibili prospettive di sviluppo – il Presidente dell’ARAN;
- alla raccolta dei principali contratti collettivi aziendali che hanno disciplinato il lavoro agile, un numero molto significativo, suddividendo l’analisi tra contrattazione pre-pandemica e contrattazione al tempo del Covid;
- all’analisi documentale anche delle diverse proposte di legge per il riordino della disciplina del lavoro agile depositate in Parlamento tra il 2019 e il 2021.
Sitografia
www.lavoro.gov.it

