Pnrr e il nuovo alfabeto della PA, è tempo di bilanci. Un anno fa, nel marzo 2021, il ministro Brunetta presentava al Parlamento il nuovo alfabeto della PA: A come accesso, B come buona amministrazione, C come capitale umano, D come digitalizzazione.
Contestualmente, era stato siglato a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati il Patto sull’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Il ministro Brunetta ha dichiarato in data 10 marzo 2022, di fronte alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati, di essere molto soddisfatto dei risultati raggiunti dal programma del nuovo alfabeto della PA e dell’approvazione del PNRR.
“Il Pnrr non è altro che l’attuazione a livello nazionale del Next Generation Eu. È un contratto che prevede reciprocità: l’Europa trasferisce risorse – tra loans e grants – in cambio di riforme, milestone e target: cronoprogrammi condivisi con l’Europa.
Il rispetto del Pnrr consente l’anticipo delle risorse europee, circa 191 miliardi. Questo è lo schema. Tutto in un anno, con un grande lavoro del Governo, ma anche con un enorme, straordinario lavoro da parte del Parlamento, che ringrazio sentitamente”, queste le parole del ministro per la Pubblica Amministrazione.
Ricordiamo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il nuovo alfabeto della PA sono stati sviluppati proprio per fare in modo che la Pubblica Amministrazione diventi un acceleratore della crescita economica e sociale, un catalizzatore della ripresa: parole chiave ricerca di efficienza, innovazione delle imprese, semplicità e velocità nei servizi degli uffici pubblici.
Una strategia di modernizzazione, quindi, avente lo scopo di garantire un approccio coeso e in grado di interconnettere i processi di semplificazione normativa, regolamentare e amministrativa, con un’attenzione particolare al variegato sistema degli enti locali.
Si è proceduto per “strappi innovativi”, dettati dalle esigenze e dall’emergenza sanitaria, come nel caso dei concorsi pubblici, riavviati e digitalizzati grazie all’articolo 10 del D.L. 44/2021: con i concorsi digitali è stato così possibile assumere 45 mila giovani a tempo indeterminato.
Altra novità è stata attuata con la realizzazione del Portale nazionale del reclutamento nella pubblica amministrazione (inPA) – D.L. 81/2021 (convertito in legge n. 113/2021): un’unica porta di accesso veloce, digitale e trasparente per selezionale profili tecnici e gestionali necessari alla realizzazione del Pnrr, che ad oggi conta un totale di 6 milioni di curricula disponibili.
Il ministro Brunetta ha anche annunciato i prossimi obiettivi che saranno sviluppati in un nuovo provvedimento – il decreto Pnrr 2 – in via di realizzazione. Ad esempio, in caso di ritardo nei procedimenti amministrativi, i responsabili non avranno premi di produttività. La legge 241/1990 oggi prevede come termine generale di conclusione dei procedimenti amministrativi 30 giorni, che con il Pnrr 2 verranno dimezzati. Verrà perfezionata la riforma dei concorsi, con lo scopo di avere a fine decennio una Pubblica amministrazione vicina ai 4 milioni di dipendenti (attualmente sono 3,2 milioni i dipendenti della PA).
Verranno digitalizzati i sistemi di customer satisfaction, che consentiranno ai cittadini di dare un giudizio su ogni servizio ricevuto dalla PA e verranno ampliati anche i servizi digitali anagrafici; gradualmente saranno messe in relazione le banche dati di migliaia di amministrazioni che attualmente non dialogano tra di loro.
“È questo il mio più grande obiettivo: rendere la Pa appetibile per i giovani, avere alla fine del prossimo decennio una Pubblica amministrazione che abbia recuperato gran parte del capitale umano perso, che abbia contribuito alla realizzazione del Pnrr nel solco del riformismo concordato con l’Europa, con questo grande booster che è la digitalizzazione”, ha concluso il ministro.
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