Il Dipartimento per la trasformazione digitale ha bandito un nuovo avviso pubblico, rivolto alle PA locali. I beneficiari, dopo dovuta candidatura, sono chiamati ad adeguarsi in materia di abilitazione e migrazione al cloud delle applicazioni e dei servizi della stessa amministrazione. Il bando, finanziato dall’Unione Europea con il fondo NextGenerationEU, è stato pubblicato nella giornata del 19 aprile 2022 e scadrà il 22 luglio 2022.
Chi può partecipare all’avviso pubblico? Quali sono i criteri di accesso
L’avviso pubblico 1.2 è rivolto essenzialmente alle PA locali. I Comuni sono i principali beneficiari dell’investimento voluto dal Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta e incluso nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tutte le candidature presentate saranno sottoposte ad un controllo di ammissibilità, come riportato nell’Avviso. Nell’arco temporale di apertura e chiusura dell’Avviso, sono previsti 30 giorni al termine delle quali il Dipartimento per la trasformazione digitale provvederà a finanziare le istanze pervenute fino a quel momento.
Come candidarsi
I Soggetti Attuatori dovranno presentare la domanda accedendo direttamente dal sito PA Digitale 2026 e successivamente entrare in piattaforma, solo attraverso identità digitale SPID o CIE. L’accesso tramite identità digitale è obbligatorio tanto per il legale rappresentate dell’amministrazione tanto per eventuali altri utenti dell’amministrazione interessati all’investimento. Una volta conclusa la registrazione, il sistema consentirà di procedere con la creazione della domanda di partecipazione. La quale dovrà essere firmata digitalmente dal legale rappresentante della PA e caricata nuovamente in piattaforma. Infine, a completare la domanda arriverà una ricevuta alla PEC indicata nella prima fase di registrazione, a riprova dell’avvenuto inoltro della domanda.
Piano di migrazione cloud online: tutti i servizi inclusi nel bando in scadenza il prossimo 22 luglio
L’avviso pubblico in questione consente così ai Comuni di candidarsi per ricevere il contributo economico per predisporre la migrazione dei servizi verso infrastrutture e soluzione cloud qualificati. Grazie alla piattaforma PA digitale 2026, non servirà più procedere con la stesura di un progetto ma bisognerà esclusivamente comporre il proprio piano di migrazione servizi online, scegliendo tra una lista di ben 95 servizi.
Per ogni servizio scelto si potrà scegliere tra due modalità di fruizione:
- Trasferimento in sicurezza dell’infrastruttura, il cosiddetto lift&shift. Ossia, la migrazione semplice e lineare dell’infrastruttura già esistente, senza dover ricreare nuove applicazioni;
- Aggiornamento in sicurezza delle applicazioni in Cloud, utilizzando una tra le strategie repurchase/replace e replatform. Per strategia “repurchase/replace” si intende l’acquisto del servizio in soluzione nativa; mentre per “strategia replatform” si intende la riorganizzazione dell’applicazione scelta sostituendo intere componenti del servizio in favore di soluzioni cloud native.
L’elenco delle attività finanziabili:
Le attività finanziabili che rientrano nel bando in questione riguardano:
- assessment;
- pianificazione delle migrazioni;
- esecuzione delle migrazioni;
- formazione sui servizi.
Fondamentale, per ultimo, il ruolo giocato dai Comuni del Meridione (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), ai quali è destinato il 40% delle risorse stanziate.
Sitografia
www.forumpa.it
www.innovazione.gov.it

