La cessione frazionata per anno sarà ammessa in via interpretativa. La conferma, ufficiale durante un convegno a Venezia, è del direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Che è pienamente allineato al ministro dell’Economia, Daniele Franco, il quale – in risposta ad un question time alla Camera – ha affermato che «la normativa vigente già consente, dopo la prima comunicazione di esercizio dell’opzione, di cedere o di compensare le singole annualità di cui il credito si compone anche riferite al singolo beneficiario, purché la singola annualità non venga ulteriormente frazionata in un momento successivo».
L’ “Aiuti” ha anticipato il tassello (ultimo) della cessione frazionata
La questione tocca le operazioni che il decreto Aiuti intende avvantaggiare, vale a dire il trasferimento dei crediti da istituto di credito a correntisti qualificati.
Per gradi: il primo maggio è la data a partire dalla quale è fatto divieto di cessione frazionata dei crediti.
Un’interpretazione restrittiva consentirebbe il passaggio dei bonus unicamente in blocco: chi acquista dovrebbe comprare tutte le rate di un credito (nell’ipotesi di un superbonus, quattro o cinque tranche annuali da compensare ogni 12 mesi). Si tratta di una incombenza pluriennale che difficilmente fa gola.
Con l’attesa interpretazione agenziale a mezzo circolare di prossima emanazione, che darà seguito alle dichiarazioni del ministro Franco e del direttore Ruffini risolvendo lo stallo, la pesante limitazione verrà semplificata, in sostanza ammettendo la cessione frazionata di un singolo anno. In tal modo, il divieto scatterà solo per il frazionamento di importi minori all’interno dell’annualità.
Operativamente, il soggetto potrà cedere una rata annuale da 10mila euro, ma non potrà scorporare mille euro da quella annualità.
Quale ragione sottende la novità? Con la cessione di un’intera annualità, i codici identificativi introdotti insieme al divieto consentono comunque il tracciamento dei crediti, evitando frodi. Viceversa, spacchettare importi inferiori polverizzerebbe il mercato delle cessioni e renderebbe impossibile tracciare.
La dichiarazione del presidente di Ance Venezia
Giovanni Salmistrari, presidente di Ance (l’associazione dei costruttori edili) di Venezia, dichiara: Lo chiedevano le banche e lo auspicavamo anche noi. Molte imprese hanno eseguito i lavori, hanno nel proprio cassetto fiscale crediti che oggi non hanno la possibilità di monetizzare». Il che «sta creando una forte tensione finanziaria, con aziende che possono arrivare anche al fallimento. Spero solo che, dopo questa circolare, poi le banche riaprano gli acquisti rapidamente».
Aggiunge: «I bonus restano un traino fondamentale per l’economia».
Piattaforma web AE si aggiorna
La piattaforma delle Entrate per la cessione dei crediti è stata intanto aggiornata con le ultime modifiche normative.
I crediti saranno divisi, nei cassetti fiscali, nelle seguenti categorie: cedibili a chiunque e poi due volte a soggetti qualificati; cedibili due volte a soggetti qualificati; cedibili una volta a soggetti qualificati; cedibili una volta a chiunque; cedibili più volte a chiunque.
Sitografia
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