Nasce il nuovo contratto per le funzioni centrali: c’è la firma. Nella giornata di lunedì 9 maggio, i sindacati e l’Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) hanno firmato l’intesa. Per gli impiegati pubblici sono in arrivo arretrati ed aumenti.
PA: nuovo contratto 2019-2021, i dettagli dell’accordo
Si è tardato più del previsto ma finalmente il nuovo contratto per i lavoratori pubblici impiegati in funzioni centrali ha visto la luce. Come spiegato dal Ministro Renato Brunetta: “la firma definitiva all’Aran del nuovo contratto per il comparto funzioni centrali, apripista per tutti gli altri, è il giusto coronamento di un percorso virtuoso avviato il 10 marzo 2021, con il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale siglato con i sindacati a Palazzo Chigi”.
Un traguardo davvero importante per il suo alto valore simbolico: “riconoscere al capitale umano pubblico la centralità che gli spetta e che ha largamente dimostrato durante i mesi più drammatici della pandemia, garantendo la tenuta dei servizi e della comunità”.
I lavoratori del settore godranno, come anticipato, di aumenti ed arretrati. Ma al di là delle novità di carattere economico, il contratto delle funzioni centrali riferito al triennio 2019-2021 è innovativo sotto diversi punti di vista. Iniziando dal nuovo ordinamento professionale con la quarta area per le elevate professionalità e proseguendo con la regolazione dello smart working, fino ad arrivare alla valorizzazione della formazione e del merito.
Sitografia
www.funzionepubblica.gov.it

