È pronto per varcare l’Aula del Senato il disegno di legge sull’equo compenso per i professionisti. La Commissione Giustizia del Senato ha approvato il provvedimento, respingendo gli ultimi emendamenti rimasti dopo il ritiro di quelli presentati dalla destra.
Se l’Aula darà l’ok il disegno di legge verrà convertito altrimenti tornerà alla Camera per la seconda lettura.
Il resoconto della commissione: A.S. 2419 e 1425 – Equo compenso prestazioni professionali, approvato dalla Camera dei Deputati: “Seguito e conclusione della discussione congiunta. La Commissione ha respinto tutti gli emendamenti non ritirati e riferiti agli articoli 9, 10, 11 e 12 e ha approvato tali articoli, nonché l”articolo 13. Indi la Commissione unanime ha conferito mandato al Relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea nel testo approvato dalla Camera, con l’assorbimento del disegno di legge n. 1425, autorizzandolo altresì a svolgere la relazione orale”.
Tra le norme più incisive e discusse quella che prevede che gli Ordini e i Collegi professionali adottino disposizioni deontologiche per sanzionare i professionisti che non pattuiscono un compenso equo.
I commenti sul Ddl equo compenso
Per il Sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto “è un passo in avanti verso il raggiungimento di un obiettivo importante per i professionisti italiani, lasciati per troppo tempo ai margini dell’attenzione della politica. Starà ora all’Aula decidere se proseguire sulla via della ratifica del testo approvato o se scegliere quella della modifica. L’auspicio, comunque, è che si completi il percorso parlamentare di un provvedimento che è certamente un notevole passo avanti rispetto al vuoto di tutele che vive oggi il mondo delle professioni”.
Il presidente e vicepresidente di ProfessionItaliane Armando Zambrano e Marina Calderone ringraziano le forze politiche che hanno risposto all’appello delle professioni ordinistiche “a favorire una rapida chiusura della discussione in Commissione, evitando così che il provvedimento finisse su un binario morto e vanificando, quindi, un iter parlamentare lungo e complesso, preceduto da una lunga battaglia politica da parte degli ordini“.
L’appello dell’Associazione costituita da Cup e Rpt in rappresentanza di oltre due milioni di professionisti era stato condiviso anche da Confprofessioni (la confederazione dei sindacati ordinistici) e dall’Adepp (l’Associazione degli enti di previdenza privatizzati e privati).
La soddisfazione dell’associazione è anche per l’unità nella battaglia “questo risultato è la dimostrazione che quando le professioni sono unite e propositive possono portare a compimento il percorso di riconoscimento dei diritti dei propri iscritti ma anche delle tutele necessarie per i cittadini. Confidiamo, adesso, che il ddl sia calendarizzato al più presto in Aula in modo da chiudere il cerchio prima della fine della Legislatura“.
ProfessionItaliane, ConfProfessioni e Adepp proseguiranno il confronto sull’equo compenso, attraverso un tavolo tecnico, al fine di arrivare a proposte condivise di miglioramento del testo attuale.
Critiche arrivano, invece, dalla Presidente dell’ADC, Maria Pia Nucera: “viene compressa la nostra libertà negoziale. Se l’Ordine può fare i format per i contratti, derogare ai parametri e impugnare il contratto del professionista dinanzi al giudice senza che il professionista dia il consenso, di fatto lo sta esautorando e questo non è accettabile. Spero che ci sia un ripensamento da parte della politica e che possa esserci ancora spazio per modificare in Aula questo disegno di legge”.
E anche dalla presidente Colap (professioni non ordinistiche), Emiliana Alessandrucci, un commento negativo per via del non coinvolgimento delle professioni non ordinistiche: “Evidentemente non interessa lavorare per il bene di tutte le professioni”.
Sitografia
www.senato.it
www.ansa.it

