Ddl Aiuti ottiene l’ok dalla Camera ma senza i 5 stelle che si astengono. Draghi si reca al Colle per riferire a Mattarella.
Il ddl Aiuti – conversione Dl 50/2022 – approda al Senato (DDL n. 2668) per i tre giorni di discussione e votazione finale unica su fiducia e legge conversione.
Deve essere convertito entro il 16 luglio, pena la decadenza, e i senatori dei 5 stelle potrebbero astenersi nuovamente. Ma mentre alla Camera si è votata prima la fiducia – anche dai pentastellati – l’approvazione al Senato vedrà il voto unico. La conversione non dovrebbe essere in pericolo perché i numeri a favore del Governo sulla carta ci sono.
In ballo gli aiuti per le ricadute economiche della guerra su imprese e famiglie
Alcune misure sono cogenti. C’è ad esempio l’accelerazione per lo stoccaggio del gas, che deve essere attuato dal ministero della Transizione ecologica con un decreto da emettere entro il 15 luglio. Questo passaggio è stato introdotto nel testo durante l’iter di conversione, pertanto è indispensabile, per l’attuazione, la conversione del decreto.
Una misura che resta “appesa” è l’una tantum ai lavoratori autonomi, il cui decreto attuativo da parte del ministero del Lavoro doveva già essere emesso entro metà giugno, ma non vi è traccia. Il provvedimento dovrà definire anche i criteri e le modalità per la corresponsione dell’indennità. Alla misura sono destinati 500 milioni di euro.
Sempre il ministero del Lavoro dovrà attuare con decreto, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, la modifica alla disciplina Rdc che permetterà alle imprese di avanzare offerte di lavoro congrue direttamente al percettore. Si tratta delle modalità di comunicazione dell’eventuale rifiuto della proposta lavorativa. Si ricorda che sul Reddito di cittadinanza è operata la stretta al percettore del massimo di 3 rifiuti di offerte di lavoro congrue.
Sitografia
www.camera.it
www.senato.it

