Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha tradotto e rende disponibile il documento IFAC (organismo di cui fa parte) ‘Sustainability Information for Small Businesses – the Opportunity for Practitioners” – “Informazioni sulla sostenibilità per le piccole imprese, le opportunità per i professionisti” – sui vantaggi di cui le PMI potrebbero beneficiare utilizzando le informazioni sulla sostenibilità.
Il documento:
- evidenzia la gamma di servizi che i professionisti possono fornire, inclusi incarichi di consulenza, di reporting, incarichi per lo svolgimento di procedure concordate (Agreed-Upon Procedures -AUP) e incarichi di assurance;
- indica in che modo i piccoli e medi studi professionali (PMS) possono creare competenze, conoscenze e adottare le prime misure;
- esamina l’impatto che un approccio sostenibile può avere sulla vita delle aziende a partire dalla pianificazione strategica, per arrivare a considerare i riflessi sul risk management e sul “pensiero integrato”;
- esamina gli aspetti legati all’informativa e alla comunicazione esterna, nonché il rapporto tra l’impresa e il professionista.
Si ricorda che proprio a sostenibilità e economia circolare è dedicato un convegno nazionale della categoria, in programma a Bologna il 14 e 15 ottobre.
La sostenibilità è un tema che ha trovato grande riscontro nelle multinazionali e nelle imprese di grandi dimensioni, ma ora, secondo il presidente Cndcec, de Nuccio: “deve essere attenzionato anche dalle piccole e medie imprese che, sebbene singolarmente prese non hanno un grande impatto in questo ambito, costituiscono l’ossatura del tessuto economico nazionale ed europeo e, per questo, possono incidere fortemente con il loro comportamento sulla qualità della vita delle comunità di riferimento. Seppur, quindi, il tema è stato introdotto in Italia con l’implementazione della Direttiva Non Finanziaria (NRFD) con d.lgs n.254 del 30 dicembre 2016, che ha come riferimento le grandi imprese, notevoli sono gli sviluppi applicativi attesi, sia per la pubblicazione della ‘nuova’ Direttiva sul Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) che dovrebbe ampliare il perimetro di adozione, sia per la naturale evoluzione della disciplina, che sta seguendo un trend di espansione cha appare irreversibile. In questo contesto la professione contabile può essere un punto di riferimento per la diffusione di best practices che risultano maggiormente adatte a comunicare l’attitudine delle organizzazioni aziendali a creare valore per le comunità di riferimento nel breve e nel medio-lungo periodo. Il percorso della creazione di specifiche competenze sulla materia è una sfida importante per i commercialisti interessati a dotarsi di una specifica professionalità sul mercato, a cui spetta anche il compito di indicare alle aziende i vantaggi competitivi derivanti da un atteggiamento responsabile verso la società e l’ambiente”.
Il documento è scaricabile dal sito del Cndcec.
Sitografia
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