Con decreto MiSE che definisce la destinazione dei 2 miliardi di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione, assegnati dal Cipees al Ministero per finanziare ulteriori 101 progetti da realizzare per l’80% nel Mezzogiorno e il 20% nel Centro-Nord, come previsto dalla normativa europea, si concretizza il rinforzo delle linee di intervento dei contratti di sviluppo per sostenere tanto gli investimenti delle imprese su tutto il territorio nazionale quanto i progetti industriali che, attraverso l’elettrificazione dei processi produttivi e l’utilizzo di idrogeno, consentano di ridurre le emissioni di CO2 e i consumi di energia.
Il rinforzo va al vecchio e al nuovo
In particolare; 1,5 miliardi di euro sono dedicati alle domande dei contratti di sviluppo già presentate con la procedura ordinaria; 500 milioni di euro finanzieranno nuovi progetti per il rilancio industriale.
Si aggiungono le risorse stanziate dal Governo nel decreto legge “Aiuti bis”: 40 milioni nel 2022; 400 milioni nel 2023; 12 milioni per ciascun anno dal 2024 al 2030, con l’obiettivo di sbloccare ulteriori progetti.
Il provvedimento ha anche introdotto semplificazioni sul funzionamento di questo importante strumento di politica industriale del Ministero dello sviluppo economico, al fine di accelerare l’iter amministrativo di concessione delle agevolazioni alle imprese (fast-track).
Giorgetti dichiara: “Abbiamo visto che i contratti di sviluppo hanno un impatto positivo e altamente produttivo per la nostra industria. Per questa ragione come Mise abbiamo investito moltissimo su questo strumento chiedendone più volte il rifinanziamento. I contratti di sviluppo mettono in moto un percorso virtuoso che vede il moltiplicarsi degli investimenti privati incentivati dalle agevolazioni finanziarie con ricadute positive anche per la finanza pubblica. Ritengo che gli accordi di sviluppo, anche in futuro, rappresentino una strada fondamentale per la nostra economia e per l’innovazione dell’industria italiana che può diventare sempre più competitiva”.
A sostegno dell’economia e del tessuto produttivo del Paese, il ministro ha anche firmato il decreto che applica ai contratti di sviluppo le disposizioni del Temporary framework adottato dalla Commissione europea.
Prevede un regime favorevole in materia di aiuti di Stato per i progetti di imprese che, non comportando un aumento della capacità produttiva complessiva, consentono una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra delle attività industriali che attualmente fanno affidamento sui combustibili fossili come fonte di energia o materia prima ovvero a una riduzione sostanziale del consumo di energia nelle attività e nei processi industriali.
Saranno, pertanto, agevolati gli investimenti industriali che perseguono uno di questi obiettivi:
- la riduzione di almeno il 40% delle emissioni dirette di gas a effetto serra, mediante l’elettrificazione dei processi produttivi o l’utilizzo di idrogeno rinnovabile e di idrogeno elettrolitico in sostituzione dei combustibili fossili;
- oppure, la riduzione di almeno il 20% del consumo di energia in relazione alle attività sovvenzionate.
Un successivo provvedimento ministeriale stabilirà i termini di presentazione delle domande.
I decreti sono stati inviati alla Corte dei conti per la registrazione.
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