Nelle scorse settimane, le pagine di questo giornale avevano dato notizia circa il “sì” dell’Europarlamento all’adozione del salario minimo, la misura tesa ad aiutare lavoratori e lavoratrici a migliorare le condizioni di vita privata e lavorativa, ancor più in coincidenza con l’imperante crisi energetica e il dilagante caro bollette.
Giunge ora dal Consiglio europeo il comunicato stampa sull’approvazione del dispositivo: “Oggi il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo a una direttiva che promuoverà l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà in tal modo a garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose per i lavoratori europei“.
Adozione della legislazione UE in materia di salari minimi adeguati: le novità dal Consiglio europeo
La direttiva UE stabilisce, dunque, le procedure per l’adeguatezza dei salari minimi legali, promuovendo la contrattazione collettiva e migliorando l’accesso effettivo alla tutela garantita dal salario minimo. Contando sulla contrattazione collettiva, che diviene così unico strumento di salvaguardia del salario dei lavoratori, si colpiscono i cosiddetti “contratti pirata“, non applicati a livello nazionale o con esenzioni, oppure semplicemente scaduti da anni.
Riassumiamo le linee guida della misura:
- adeguatezza dei salari minimi legali;
- promozione della contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari;
- accesso effettivo alla tutela garantita dal salario minimo.
Innanzitutto, si chiede agli Stati membri chiarezza mediante l’istituzione di un quadro procedurale per fissare e aggiornare i salari minimi secondo una serie di criteri. I salari minimi legali saranno aggiornati almeno ogni due anni (al massimo quattro, per i Paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica).
Il testo prevede anche che gli Stati membri adottino misure volte a migliorare l’accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo legale. Le misure necessarie a tal fine comprendono controlli da parte degli ispettorati del lavoro, informazioni facilmente accessibili sulla tutela garantita dal salario minimo e l’applicazione di eventuali provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro non conformi.
Nonostante tutti gli obiettivi ben chiariti, l’UE non ha intenzione di prescrivere un livello di salario minimo specifico che gli Stati membri devono raggiungere. Importante è il tasso di copertura dei lavoratori con contrattazione collettiva; questa non deve essere inferiore all’80%. In caso contrario, gli Stati membri devono mettere a punto un piano d’azione che promuova l’utilizzo della contrattazione collettiva, definendo tempi chiari e misure specifiche per aumentarne progressivamente il tasso di copertura.
Tempistiche per l’attuazione del salario minimo
La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale europea (GUCE). Gli Stati membri hanno due anni per recepire la direttiva nel diritto nazionale.
La risposta dei professionisti al salario minimo
Diverse le risposte dei professionisti all’adozione del salario minimo (ricordiamo il Festival del Lavoro con gli interventi dei Consulenti sui timori circa l’effetto domino). Già da mesi si susseguono i pareri di chi è pro e chi contro la misura europea. In molti si sono sbilanciati, tra cui i Ministri Brunetta e Orlando; ma anche le sigle Cifa e Confsal.
Sitografia

