La rotta è tracciata: andiamo avanti. Il motto: "non disturbare chi vuole fare“
Giorgia Meloni è il trentunesimo Presidente del Consiglio dei Ministri. Prima donna a capo del Governo in questa Nazione.
Interromperà l’anomalia, assumendo pienamente diritti e doveri che competono a chi vince le elezioni: essere maggioranza parlamentare e compagine di Governo per l’intera legislatura, facendo al meglio delle possibilità. Anteporrà l’interesse della Nazione a quello di parte e partito. Garantirà agli italiani (tutti) un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza.
Il coraggio non difetta
Se per raggiungere gli obiettivi dovrà, con i suoi, scontentare i “potentati” o fare scelte nell’immediato non comprensibili, non si tirerà indietro, perché – assicura – “il coraggio di certo non ci difetta”.
Al TV o al PC, in diretta o in differita, gli italiani hanno ascoltato il discorso programmatico della donna Premier che chiama per nome, una ad una, le altre donne che le hanno aperto la strada.
Su twitter scrive: “Oggi diamo vita a un Governo rappresentativo della volontà popolare”. Il nuovo Governo italiano ottiene, così, la fiducia alla Camera ed è oggi in Senato “per un altro importante tassello”.
Sul fronte europeo?
Da Draghi a Meloni, la “postura che il Governo terrà verso le istituzioni europee” sembra calcata: niente complessi di inferiorità o subalternità, piuttosto testa alta in questi consessi internazionali, con spirito costruttivo. Perché l’Italia “è a pieno titolo parte dell’Occidente e del suo sistema di alleanze, Stato fondatore dell’Unione europea, dell’Eurozona e dell’Alleanza atlantica, membro del G7 e, ancor prima di tutto questo, culla, insieme alla Grecia, della civiltà occidentale e del suo sistema di valori, fondato su libertà, uguaglianza e democrazia, frutti preziosi che scaturiscono dalle radici classiche e giudaico-cristiane dell’Europa”.
“Non disturbare chi vuole fare.”.
Buon lavoro, Presidente.

