Con la risposta n. 539/2022, l’Agenzia delle entrate conferma la piena deducibilità dei costi sostenuti in relazione ad accordi di incentivazione che non difettano dell’inerenza all’attività di impresa ma, ai fini Irap, assumono rilevanza nella determinazione del valore della produzione netta limitatamente alla quota parte di essi riferibile al costo del personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero soltanto per la parte riferibile al dirigente apicale.
Gli incentivi in questione rappresentano, secondo l’Agenzia, un costo sostenuto dalla società istante al fine di garantire all’amministratore delegato e al dirigente apicale della Spa coinvolta una remunerazione integrativa per i servizi resi, con la conseguenza che l’onere trova causa direttamente nel rapporto di lavoro in essere con la società istante, cui i predetti soggetti sono legati in modo esclusivo.
Circa l’inerenza dell’onere corrispondente ai premi riconosciuti in attuazione dei piani di incentivazione, l’Agenzia argomenta che il principio di inerenza dei costi è legato all’attività esercitata dall’impresa, nel senso che si rendono deducibili i costi che si riferiscono ad attività e operazioni che concorrono a formare il reddito, compresi gli oneri sostenuti in proiezione futura, se connessi ad attività dalle quali possono derivare ricavi in tempi successivi.
Premi riconosciuti, deducibilità totale
Nel caso in esame, nonostante il diritto alla percezione degli incentivi dipenda dal perfezionamento dell’operazione di vendita da parte dei soci dell’intero pacchetto azionario della Spa, non può negarsi la correlazione tra il costo sostenuto dalla società istante e l’esercizio della sua attività. Infatti, i premi riconosciuti all’amministratore delegato e al dirigente apicale della società istante hanno lo scopo di accrescere l’impegno proferito dagli stessi soggetti nello svolgimento della propria attività lavorativa, con un effetto positivo sull’attività aziendale e quindi, in modo potenziale ed indiretto, sullo stesso valore dell’azienda (al quale peraltro risulta correlata la parte variabile dell’exit bonus spettante all’amministratore delegato). Non può negarsi che la spa abbia beneficiato dei servizi resi dai propri dipendenti in termini di miglioramento delle prospettive aziendali di crescita. In definitiva, secondo l’Agenzia, si devono riconoscere fiscalmente i costi sostenuti in relazione agli accordi di incentivazione descritti, non difettando l’inerenza degli stessi all’attività di impresa.
Ai fini Irap?
Ai fini Irap è ora deducibile il costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato, disposizione che si applica a partire dal periodo d’imposta 2021. Tanto premesso, i costi corrispondenti ai premi incentivanti assumono rilevanza nella determinazione del valore della produzione netta limitatamente alla quota parte di essi riferibile al costo del personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero soltanto per la parte riferibile al dirigente apicale.
Sitografia
www.fiscooggi.it

