Lo scorso 24 novembre 2022, il Consiglio dei Ministri ha approvato la ratifica dell’accordo tra Italia e Svizzera in merito alla tassazione dei lavoratori frontalieri, ovvero coloro che svolgono la propria attività professionale in Svizzera ma vivono sul territorio italiano.
In particolare, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri.
Le principali novità del nuovo accordo Italia-Svizzera
L’Accordo sostituisce quello precedente, risalente al 1974, e risponde all’esigenza di aggiornare e adeguare alcuni aspetti salienti. Si è operato per:
- eliminare le doppie imposizioni sui salari, gli stipendi e le altre remunerazioni ricevute dai lavoratori;
- migliorare il quadro giuridico-fiscale;
- viene disciplinato anche il trattamento economico dei frontalieri svizzeri che lavorano in Italia, non regolamentato nel precedente testo.
Inoltre:
- si definiscono le aree di frontiera, che per quanto riguarda l’Italia sono: le Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano;
- si stabilisce il metodo della tassazione concorrente;
- si prevede un regime transitorio per i lavoratori frontalieri residenti in Italia che lavorano in Svizzera o che vi hanno lavorato a partire dal 31 dicembre 2018, ai quali si applica il regime di tassazione esclusiva in Svizzera fino alla data di entrata in vigore dell’Accordo.
Frontalieri “vecchi” e “nuovi”: cosa cambierà
Secondo quanto riporta laRepubblica, nuove misure interesseranno i “vecchi” e i “nuovi” frontalieri. Per “vecchi” intendiamo i lavoratori già impiegati alla data odierna, che hanno residenza in Italia e lavorano o hanno lavorato nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino o del Vallese nel periodo tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore dell’accordo.
A questi viene applicato un regime transitorio, già anticipato in precedenza. Nel dettaglio, continueranno ad essere assoggettati esclusivamente alla tassazione svizzera; e a titolo di compensazione i cantoni verseranno sino al 2033 una quota pari al 40% delle imposte incassate. Oltre quella data le tasse resteranno interamente in Svizzera.
Per i “nuovi” frontalieri, ovvero gli assunti dopo l’entrata in vigore dell’accordo, sarà trattenuto dalla Svizzera l’80% delle imposte dovute con le relative aliquote. In Italia invece sarà soggetto a tassazione l’intero importo, al netto di una franchigia di 10 mila euro, a cui verrà applicata la normale tassazione per scaglioni.
L’accordo, completato l’iter, dovrebbe entrare in vigore nel 2023.
Sitografia
www.repubblica.it

