Sulla carta, il Piano Nazionale Transizione 4.0 è un tassello fondamentale della strategia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ricorda bene un esaustivo articolo di focusindustria4.0.
Abbiamo “sezionato” la bozza di Manovra circolata nei giorni scorsi, da cui non proviene cenno alcuno sul futuro delle misure che compongono il pacchetto 4.0.
Allo stato, nulla si sa su:
- credito d’imposta in beni materiali 4.0;
- credito d’imposta in beni immateriali 4.0;
- credito d’imposta in attività di ricerca e sviluppo, innovazione, design, ideazione estetica;
- credito d’imposta formazione 4.0.
I progetti ad essi legati ed in essere hanno un valore corrispondente a circa 3 miliardi di euro. A 10 miliardi corrispondono, invece, le risorse allocate su progetti nuovi. Delle imprese che ne hanno beneficiato, la gran parte sembra essersi orientata al credito d’imposta in beni materiali 4.0.
Sulla scorta di questo dato, il Legislatore ha incrementato, con il c.d. “decreto Aiuti” (decreto legge n. 50/2022, Gazzetta Ufficiale del 17 maggio), l’aliquota del meno utilizzato credito per beni strumentali immateriali 4.0, passandola dal 20 al 50 per cento del costo. Ad una condizione: che gli investimenti siano effettuati dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.
Una spinta all’utilizzo che le nostre imprese hanno colto come segnale di benefici in termini di competitività e come speranza di espansione del paradigma Industria 4.0.
All’opposto, la mancata menzione nella bozza di Manovra 2023 provoca ora fino alla delusione in chi, tra gli imprenditori, crede nelle potenzialità del Piano Nazionale Transizione 4.0.
Transizione 4.0. Ultima chance: conferma dell’ordine entro il 31.12
Dal prossimo anno, le aliquote del credito dedicato ai beni materiali si dimezzeranno:
- dal 40 al 20 per cento per investimenti fino a 2,5 milioni;
- dal 20 al 10 per cento per investimenti da 2,5 milioni a 10 milioni;
- dal 10 al 5 per cento per investimenti da 10 a venti milioni.
I software 4,0 subiranno, sempre nel 2023, una riduzione di super-aliquota al 50 per cento, che passa al 20 per cento.
Oggi, perché le imprese si assicurino l’accesso alle maggiori aliquote in vigore, devono confermare l’ordine con il fornitore entro il 31.12.2022, versando un acconto minimo del 20 per cento del costo di acquisizione. Ultima ed unica chance.
Sitografia

