Nella Manovra 2023 niente riferimenti ai fondi per Transizione 4.0.
Il testo bollinato della bozza della Legge di Bilancio 2023 non fa cenno alcuno a novità o rinnovi circa i piani relativi ai crediti d’imposta rivolti alle imprese.
Sulla questione interviene il Ministro Urso (Imprese e Made in Italy), che ipotizza una rivisitazione del piano con intento di proseguire nell’attuazione del progetto Transizione 4.0.
“Il piano, la cui impostazione attuale non si discosta troppo da quella del 2017, a distanza di oltre sei anni necessita di una profonda revisione”. “È mia intenzione – ha annunciato il Ministro – avviare già a inizio 2023 una riflessione su come renderlo più efficiente attraverso un metodo di lavoro inclusivo e di ascolto“.
Formazione 4.0 e altri crediti d’imposta: quale futuro?
Dunque, quale futuro per la formazione 4.0 e per tutti gli altri crediti d’imposta destinati alle imprese? Abbiamo ampiamente trattato la questione tra le pagine di questo giornale, sottolineando il depotenziamento e la mancata proroga della misura. Eppure, la formazione dovrebbe rappresentare il punto di forza dell’economia delle imprese nazionali, soprattutto in ottica di trasformazione tecnologica 4.0.
Nella Manovra da quasi 35 miliardi, infatti, scompare completamente il finanziamento al piano Transizione 4.0. Nessuna traccia del credito di imposta per la formazione 4.0 e niente 500 milioni per il rifinanziamento della nuova Sabatini così come, invece, previsto dalla prima bozza licenziata dal Cdm.
Per il Ministro Urso, dunque, il piano va rivisto. Al dicastero che presiede si registra una riserva di risorse finanziarie del Pnrr, per il piano Transizione 4.0, particolarmente importante. “Sono rimasti tre miliardi e 800 milioni di euro non utilizzati malgrado le imprese abbiano attivato i meccanismi del credito d’imposta riferito a questa materia così significativa, che riguarda l’innovazione ecologica, la digitalizzazione, cioè la transizione, appunto, ecologica e digitale”, spiega.
Il (vicino) rifinanziamento di Transizione 4.0
Per il rifinanziamento del progetto Transizione 4.0, Urso comunica di aver attivato un’interlocuzione con la Commissione per utilizzare le risorse del Pnrr anche dopo la scadenza del 31 dicembre. Dato l’apprezzamento dalle imprese, l’intenzione del Ministero è quella di intensificare il sostegno.
Transizione 4.0: tutti i crediti d’imposta per stimolare gli investimenti
Questi i crediti che danno linfa alle imprese.
- Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, atto a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
- Credito d’imposta in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, atto a stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo, Innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica.
- Credito d’imposta formazione 4.0, atto a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.
In questo ultimo caso, il credito d’imposta è riconosciuto in varie misure: 70% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 300 mila euro per le piccole imprese; 50% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250 mila euro per le medie imprese; 30% delle spese ammissibili per le grandi imprese nel limite massimo annuale di 250 mila euro.
Sitografia
www.corriere.it
www.mise.gov.it
www.redigo.info

