Nessuna traccia di proroga nella bozza di manovra in Parlamento per il credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali 4.0, neppure per gli investimenti nel Mezzogiorno. Eppure sono misure che hanno sostenuto – ricordano i Consulenti del Lavoro nel documento presentato e discusso in Senato sulla futura Legge di Bilancio – la tenuta produttiva delle nostre imprese nei difficili anni di pandemia e conseguente crisi economica, in particolare le realtà delle Regioni del Sud del Paese.
I professionisti si aggiungono al coro di chi propone che venga disposto un differimento per entrambe le misure.
Tanto premesso, mancano all’appello anche le facilitazioni fiscali come le già vigenti e strumenti di sostegno alla digitalizzazione e alla crescita dimensionale degli studi professionali, giudicati dalla categoria “essenziali ed ineludibili in un sistema sempre più concorrenziale e caratterizzato da una crescente presenza di operatori stranieri strutturati”.
Ritengono sia forte l’esigenza di promuovere le aggregazioni tra professionisti e di applicare il medesimo regime di neutralità fiscale (vigente, allo stato, per la trasformazione e il conferimento aziendali) tra imprese, equiparandolo. Oggi, le due operazioni straordinarie citate, relative a studi individuali o ad Stp, ovvero le altre operazioni come trasformazione, fusione, scissione eterogenea di società semplici che svolgono attività professionale in Stp, sono fiscalmente considerate di natura realizzativa. Ne consegue l’emersione di materia imponibile in relazione a beni, crediti, valore della clientela o elementi immateriali riferibili alla professione.
Quanto propongono i CdL nel documento è la correzione della disciplina tributaria, prevedendo la predetta neutralità fiscale delle operazioni straordinarie tra professionisti in quanto “propedeutiche alla realizzazione di aggregazioni professionali.
Sitografia
www.consulentidellavoro.it

