Lo scorso 19 dicembre, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il decreto ministeriale n. 221 in materia di adozione del Piano Nazionale emersione lavoro sommerso 2022-2025. Il Dicastero ha improntato una serie di azioni specifiche finalizzate a prevenire e contrastare il lavoro sommerso nei diversi settori dell’economia.
Come si legge nelle premessa, il Piano segue le linee del PNRR, soprattutto in relazione alle seguenti azioni:
- affinare le tecniche di raccolta e delle modalità di condivisione dei dati sul lavoro sommerso, volto a migliorare la conoscenza del fenomeno da parte di tutte le Autorità competenti;
- introdurre misure dirette e indirette per trasformare il lavoro sommerso in lavoro regolare con l’incremento dell’attività ispettiva e accrescimento dell’efficienza delle azioni di vigilanza;
- realizzare una campagna informativa rivolta ai datori di lavoro e ai lavoratori, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali, per sensibilizzare i destinatari su ogni forma di lavoro irregolare.
Inoltre si prevede una struttura di governance che assicuri un’efficace implementazione delle azioni ed il monitoraggio sull’attuazione delle misure.
Obiettivi del Piano Nazionale
Il Min. Lavoro, inoltre, prevede il raggiungimento di due importanti obiettivi tramite l’applicazione del Piano Nazionale:
- l’incremento del 20% del numero di ispezioni rispetto al periodo 2019-2021 entro la fine del 2024;
- la riduzione dell’incidenza del lavoro sommerso di almeno 2 punti percentuali nei settori economici interessati dal Piano nazionale.
Impianto sanzionatorio
In questo contesto, l’impianto sanzionatorio risulta particolarmente centrale. La principale sanzione che persegue il lavoro nero/sommerso, spiega il decreto, è rappresentata dalla cd. maxi-sanzione, la quale è finalizzata sia a privilegiare i datori di lavoro che regolarizzano il personale impiegato “in nero” attraverso la previsione di sanzioni nella misura minima prevista dalla legge, sia tende ad assicurare una maggiore protezione ai lavoratori nelle ipotesi di impiego di personale che non è possibile regolarizzare, come ad esempio il personale extracomunitario privo di un regolare permesso per lavoro e personale in età non lavorativa.
Lavoro domestico
Una menzione particolare, in conclusione, merita il lavoro domestico. Premettendo che in Italia non si può ridurre il lavoro irregolare senza un intervento deciso sul settore domestico, il Piano Nazionale propone in tale contesto azioni che semplificano le procedure che le famiglie sono tenute a seguire per adempiere ai propri obblighi di datori di lavoro e prevedono misure che incentivino, anche economicamente, le famiglie all’utilizzo del lavoro regolare.
In Piano Nazionale emersione lavoro sommerso 2022-2025 è entrato in vigore lo scorso 22 dicembre 2022.
Sitografia
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