L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT), in audizione alla Commissione finanze del Senato su bonus e incentivi fiscali, è stato convocato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione con particolare riferimento ai crediti d’imposta.
La lettera di convocazione conteneva riflessioni e indicazioni sull’eccesso di utilizzo, ad opera del Legislatore, dello strumento del credito d’imposta: “La scelta del legislatore di indirizzare il sostegno pubblico a imprese e famiglie attraverso lo strumento fiscale con prevalenza del credito d’imposta …, ha conosciuto negli ultimi anni un utilizzo molto ampio e variegato. Da tale scelta è emersa una proliferazione dello strumento… “.
Il Presidente Alemanno, il Vice Presidente Giuseppe Zambon e il Consigliere nazionale aggiunto Salvatore Cuomo, hanno – sulla scorta di queste indicazioni – stilato una serie di osservazioni.
Della “politica dei bonus con effetto premiante” tramite credito d’imposta, pur riconoscendone l’utilità soprattutto durante l’emergenza sanitaria, stigmatizzano la parcellizzazione e la non sempre equa erogazione. Non solo: anche una complessità che, per i soggetti meno strutturati, si traduce in un costo aggiuntivo.
Inoltre, in tema di strumenti di incentivazione fiscale i massimi rappresentanti dell’Istituto hanno proposto la semplificazione dell’utilizzo delle compensazioni dei crediti erariali “…senza abbassare la guardia sugli indebiti utilizzi, ma anzi aumentando la possibilità di controllo preventivo dell’ Amministrazione Finanziaria.”.
Il decalogo INT in Senato
Le osservazioni si sviluppano in un decalogo di riflessioni, dall’analisi critica – appunto – della politica dei bonus con effetto premiante tramite credito d’imposta a quella dell’equità di erogazione, per incentrarsi poi su singoli settori, quale quello dei bonus edilizi.
Leggiamo nei dieci punti: “Individuare una percentuale di incentivo di carattere strutturale e stabile per i giusti interventi edilizi volti alla tutela dell’ambiente, della sicurezza e del decoro, che riteniamo non debba superare il 50%, fatti salvi i casi di emergenza a seguito di eventi calamitosi.”
Il Presidente dell’INT ha, in conclusione, dichiarato: ” L’auspicio è che, anche attraverso questa indagine conoscitiva, si possa costruire un percorso di riforma strutturale di tutto il sistema fiscale. Una riforma equa e inclusiva poiché, se giustamente tutti i cittadini devono contribuire alle necessità finanziarie dello Stato in base alla loro capacità contributiva, nessuno deve essere escluso quando si tratta di rendere meno gravosa e complessa la gestione di attività produttive e dei nuclei familiari.“.
Sitografia

