In materia di Superbonus, è di fondamentale importanza estendere il perimetro della compensazione delle banche anche agli F24 che raccolgono per conto dei clienti, con una percentuale sostenibile e ragionevole. Questo quanto richiesto dal CNDCEC in audizione alla Commissione Finanze della Camera.
Il tesoriere, delegato alla fiscalità, Salvatore Regalbuto, spiega inoltre che una misura di questo genere potrebbe “aiutare a risolvere il problema dei crediti incagliati”.
Le ulteriori richieste del CNDCEC in materia di Superbonus
Nel corso dell’audizione, Regalbuto ha anche inoltrato alcune delle ulteriori proposte pensate dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti riguardo:
- la proroga, fino al 28 aprile 2023, del termine per la presentazione delle comunicazioni per l’opzione della cessione del credito e dello sconto in fattura, per le spese sostenute nel 2022. Tale proroga consentirebbe a banche e contribuenti di avere più tempo a disposizione per perfezionare le acquisizioni.
- l’introduzione di una norma di applicazione che sia chiara su alcuni aspetti come: la facoltà di liquidazione di stati di avanzamento dei lavori per gli interventi diversi dal Superbonus; la facoltà di inclusione dell’attestazione di congruità delle spese relative all’apposizione del visto di conformità, all’interno delle asseverazioni tecniche; la possibilità di accedere alla remissione in bonis ai fini del sisma bonus e super sisma bonus.
Sisma bonus: le urgenze su cessione e sconto
In materia di sisma bonus, inoltre, il CNDCEC evidenzia la necessità di mantenere la cessione del credito e lo sconto in fattura anche per i casi in cui il titolo edilizio sia stato richiesto anteriormente all’entrata in vigore del decreto cessione crediti. In tal modo, si preservano gli interventi già in corso.
Sitografia
Melania Baroncini

