"Imponenti volumi di cessioni e sconti in fattura"
I fenomeni di frode individuati negli imponenti volumi di cessione dei crediti fiscali e sconti in fattura derivanti da Superbonus e altre agevolazioni edilizie (9 miliardi di crediti d’imposta irregolari di cui circa 3,6 miliardi oggetto di sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria) sono centrali nell’informativa del Direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione in VI commissione Finanze, alla Camera dei deputati.
L’ultimo dispositivo in ordine di tempo, il decreto-legge n. 11/2023, ha inteso:
a. escludere, per le PA, la possibilità di acquistare i crediti d’mposta derivanti dagli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica ordinaria e Super Ecobonus, misure antisismiche ordinarie e Super Sismabonus, bonus facciate, impianti fotovoltaici e abbattimento delle barriere architettoniche;
b. limitare la responsabilità solidale del cessionario ai casi di dolo o colpa grave.
La limitazione della responsabilità dei cessionari ai casi di concorso nella violazione con dolo o colpa grave opera con riferimento ai crediti da bonus edilizi per i quali, nel rispetto delle previsioni di legge, siano stati acquisiti i visti di conformità, le asseverazioni e le attestazioni.
Per i crediti da bonus edilizi sorti quando l’acquisizione della documentazione non era obbligatoria, ai fini della limitazione della responsabilità in solido del cessionario ai due casi (dolo o colpa grave). il Legislatore richiede che il cedente, a condizione che sia diverso dai soggetti qualificati e che coincida con il fornitore, acquisisca, “ora per allora”, tale documentazione.
Ruffini su banche e assicurazioni
Banche e assicurazioni possono assorbire i crediti legati a Superbonus e altri bonus edilizi per 17,4 miliardi nel 2023. Proprio in ordine alla capacità di tali Istituti di assorbire i bonus edilizi, il Direttore Ruffini afferma: “Esaminando i dati dei modelli F24 presentati nel 2022, risulta che le banche hanno versato 20,4 miliardi di euro di tributi e contributi, che possono ragionevolmente ritenersi ricorrenti, e hanno utilizzato in compensazione crediti per complessivi 3,7 miliardi di euro, altrettanto ricorrenti (diversi dai bonus edilizi). Pertanto, considerando le rate dei bonus edilizi attualmente a disposizione delle banche per il 2023, pari a circa 9,5 miliardi di euro, risulterebbe una capacità di acquistare e assorbire in compensazione ulteriori bonus edilizi per circa 7,2 miliardi di euro su base annua (debiti ricorrenti 20,4, meno rata anno 2023 bonus edilizi 9,5, meno crediti ricorrenti 3,7)”.
Banche
Dal ragionamento espresso, l’ipotesi fatta: applicando la stessa metodologia, per gli anni successivi, le banche avrebbero una capacità di acquistare e assorbire in compensazione ulteriori bonus edilizi su base annua, in media, pari a:
- 6,9 miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026;
- 15 miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2031.
La capienza si riferisce all’intero sistema bancario, risultando differenziata con riferimento alle singole banche.
Assicurazioni
Riguardo alle compagnie di assicurazione, per il 2023 risulterebbe una capacità di acquistare e assorbire in compensazione ulteriori bonus edilizi per 10,2 miliardi di euro su base annua.
Infine, viene ricordata l’attenta attività di analisi e di controllo svolta dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza, grazie alla quale sono stati individuati 9 miliardi di crediti d’imposta irregolari di cui circa 3,6 miliardi oggetto di sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria. In tale ricostruzione sono ricompresi crediti irregolari pari a 2,1 miliardi di euro che, a seguito dei controlli preventivi sulle comunicazioni di cessione del bonus (Dl n. 157/2021) l’amministrazione ha potuto sospendere preventivamente e scartare.
Sitografia
www.fiscooggi.it

