Dalla Commissione di studio lmposte dirette del CNDCEC un documento di analisi sulla delega di Riforma fiscale ora all’esame dei due rami del Parlamento.
Il focus d’approfondimento è su più temi, primi tra tutti la semplificazione e la razionalizzazione dei criteri di determinazione del reddito d’impresa al fine di ridurre gli adempimenti amministrativi, rivedendo la disciplina dei costi parzialmente deducibili e rafforzando il processo di avvicinamento dei valori fiscali ai valori civilistici.
Analisi suddivisa in due parti. Con previsioni e proposte
Titolo del documento – suddiviso nelle parti I e II – è “La riduzione del doppio binario civilistico-fiscale nell’attuazione della delega fiscale”; vi sono formulate proposte per l’attuazione del criterio direttivo sotto il profilo dell’avvicinamento del reddito imponibile al risultato del bilancio e sotto quello della revisione degli attuali regimi di riallineamento/affrancamento delle divergenze contabili e fiscali.
Tornando all’ambita semplificazione, l’attuale versione del disegno di legge delega fiscale prevede, in sostanza, un’opera di semplificazione dell’IRES, riducendo la numerosità delle variazioni fiscali; semplificazione che si tradurrebbe non solo in minori oneri per le imprese ma anche in benefici per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria.
In effetti, il principio generale di derivazione del reddito d’impresa dal risultato del conto economico è, in moltissimi casi, derogato per effetto di norme che prevedono specifiche regole di quantificazione e imputazione dei componenti positivi e negativi di reddito, le quali divergono da quelle contenute nei principi contabili, con la conseguente necessità di apportare numerose variazioni in aumento o in diminuzione in sede di redazione della dichiarazione dei redditi.
Nel tempo queste variazioni si sono moltiplicate per rispondere a diverse esigenze.
I contribuenti effettuano complessivamente variazioni fiscali per oltre 500 miliardi di euro al fine di determinare un reddito imponibile di circa 200 miliardi di euro, è scritto in Premessa.
Appare, quindi, evidente come vi sia un eccessivo numero e un eccessivo ammontare di variazioni fiscali rispetto all’utile del conto economico, le quali tendono oltretutto a bilanciarsi, presumibilmente a causa del fatto che molte di esse sono di carattere temporaneo.
L’obiettivo indicato nella Delega fiscale – di semplificazione dei criteri di determinazione del reddito d’impresa – appare pertanto condivisibile.
Ebbene, scopo del documento del CNDCEC è individuare, nella prima parte, alcune previsioni – recate essenzialmente dal TUIR – che potrebbero essere modificate o abrogate, con l’obiettivo di una derivazione più immediata del reddito imponibile dall’utile lordo di bilancio e di una attenuazione o eliminazione delle divergenze tra valori fiscali e valori contabili.
Nella seconda parte, invece, è proposto un intervento finalizzato a razionalizzare e coordinare le diverse disposizioni previste dall’attuale ordinamento in materia di riallineamento/affrancamento delle divergenze contabili e fiscali.
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