L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le regole tecniche previste per le fatture elettroniche nei casi di operazioni rivolte alla PA, secondo i canoni stabiliti in ambito europeo.
Fatture elettroniche rivolte alla PA
Il 15 maggio scorso l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’aggiornamento delle regole tecniche (versione 2.3) che regolano la fatturazione elettronica europea nei confronti della Pubblica Amministrazione, conformemente a quanto disposto dal D.Lgs. n. 148 del 2018. Si è provveduto all’aggiornamento a seguito del rilascio della “Spring Release” della norma europea EN 16931.
Fatture elettroniche: le regole tecniche
Le regole tecniche costituiscono l’insieme dei processi di gestione da parte del Sistema di Interscambio delle fatture elettroniche e, in particolare, vi sono descritte le regole del processo di ricezione, controllo e inoltro:
- delle fatture in formato UBL (Universal Business Language) o CII (Cross Industry Invoice) provenienti dall’estero (Cross Border);
- delle fatture in formato UBL personalizzato Italia all’interno del territorio nazionale (Domestic).
Si tratta, quindi, delle modalità con le quali le fatture europee vengono tradotte nel formato XmlPa, cioè il formato standard per le transazioni interne.
Il Sistema di Interscambio nazionale, riceve le fatture trasmesse da fornitori unionali alla PA, riconosce i formati UBL o CII, traduce in XmlPa e, infine, recapita la fattura tradotta insieme al documento originale.
Normativa interna
La norma interna che recepisce la direttiva comunitaria n. 2014/55/UE, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici, prevede l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di ricevere ed elaborare le fatture elettroniche in conformità a uno standard europeo (EN 16931) e, in caso di mancato rispetto delle regole valide per le fatture emesse verso stazioni appaltanti ed Enti aggiudicatori italiani, definite in base alle previsioni dello standard europeo EN 1693, è espressamente previsto lo scarto delle fatture.
In conclusione
L’adeguamento delle regole tecniche in questione, rende il formato delle fatture elettroniche destinate alla PA coerente con i canoni europei, in base al fatto che tutti i documenti elettronici, indirizzati ai predetti soggetti, siano uniformi e omogenei.
Verso l’universalizzazione della fatturazione elettronica europea
Questi meccanismi di uniformità e di standardizzazione, sono il primo passo verso l’universalizzazione della fatturazione elettronica europea, compresa la futura gestione dei flussi intra-unionali con le comunicazioni digitali note come Digital Reporting. Per il 2025 è prevista l’adozione dei formati UBL e CII per le fatture intra-UE, che saranno obbligatorie al pari di quanto già accade oggi in Italia.
Termine di emissione: perchè la riduzione del termine?
Tra le proposte UE, vi è inoltre quella di prevedere, dal 2028, la riduzione, a soli due giorni, del termine per emettere le fatture elettroniche nelle operazioni intraunionali. Siffatta riduzione dei termini, soprattutto in relazione a queste tipologie di operazioni, comporterebbe un’inevitabile mala gestione del rispetto dei tempi, seguita da un consistente aumento dei costi amministrativi.
Lettura semplificativa
Al fine di una effettiva semplificazione, dovrebbe essere garantita la sopravvivenza della fatturazione (riepilogativa) differita, con emissione entro il 15 del mese successivo, tramite invio elettronico di un documento standard che assorba anche la funzione INTRASTAT.
Inoltre, non appare convincente neanche la proposta di introdurre l’obbligo della comunicazione digitale per gli acquisti intracomunitari, poiché, se già si riscontrano difficoltà nella gestione dei flussi “esterometro” entro il quindicesimo giorno del mese successivo, ancor più cospicue risulterebbero quelle che si determinano gestendo un adempimento entro il termine di due giorni.
Sitografia
www.agenziaentrate.gov.it

