Con la risposta a interpello n. 347 del 14.6.2023, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, nel caso di patrimonio netto negativo, sia necessario prestare la garanzia patrimoniale ai fini dell’ottenimento del rimborso IVA per importi superiori a 30.000 euro.
Patrimonio netto negativo e garanzia patrimoniale
L’Istituto, si sofferma sul caso riguardante una società straniera con rappresentante fiscale in Italia che, dal 2019 al 2022, ha raggiunto un credito IVA superiore a 30.000 euro. Con la chiusura del bilancio al 30 giugno 2022, si era giunti a un patrimonio netto negativo che, tuttavia, è aumentato nel bilancio provvisorio seguente. Per questo motivo, la società richiede la possibilità di ottenere il rimborso dell’imposta senza prestare la garanzia patrimoniale.
Rimborsi IVA, la normativa
Secondo l’art. 38 bis, comma 3 del DPR 633/72, i rimborsi IVA superiori a 30.000 euro possono aver luogo senza che venga prestata la garanzia patrimoniale (tranne nei casi di obbligatorietà), a patto che la dichiarazione o, la richiesta di rimborso, riporti:
- il visto di conformità o la sottoscrizione dell’organo di controllo;
- che sia rilasciata la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà prevista.
Rimborso IVA e dichiarazione sostitutiva
Tramite la dichiarazione sostitutiva, i soggetti passivi coinvolti devono dichiarare che:
- il patrimonio netto non è diminuito di oltre il 40% rispetto a quanto emerge dall’ultimo periodo d’imposta;
- rispetto al suddetto periodo d’imposta, la consistenza degli immobili non è diminuita di oltre il 40% per cessioni non effettuate nell’ordinaria gestione dell’attività esercitata;
- l’attività non è cessata e/o non si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nel suddetto periodo;
Inoltre, se il richiedente è una società di capitali non quotata nei mercati regolamentati, deve dichiarare che:
- non risultano cedute, nell’anno precedente la richiesta, azioni o quote della società stessa per un ammontare superiore al 50% del capitale sociale;
- sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi.
Nella risposta in oggetto, l’Istituto ha chiarito come il requisito della solidità patrimoniale risulti soddisfatto solo in presenza di un patrimonio effettivo e, soprattutto, che lo stresso non sia diminuito di oltre il 40% rispetto al periodo di imposta precedente.
Necessità di un patrimonio stabile
L’art. 38 bis del DPR sopra citato, riporta inoltre, le ipotesi in cui è espressamente richiesta la garanzia patrimoniale:
- soggetti passivi che esercitano un’attività di impresa da meno di due anni (escluse le start up innovative ex art. 25 del DL 179/12);
- soggetti passivi a cui, nei due anni precedenti alla richiesta di rimborso, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ogni anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore alla percentiale prevista;
- soggetti passivi che chiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile all’atto della cessazione dell’attività.
In conclusione, l’Istituto afferma che un patrimonio netto negativo non è sufficiente a garantire, da solo, l’ottenimento del rimborso IVA, pertanto, è necessario prestare la garanzia patrimoniale poiché il patrimonio del richiedente risulta instabile o aggredibile.
Sitografia

