Il credito d’imposta in beni immateriali 4.0 è prossimo alla scadenza. Entro il 30 giugno 2023 occorrerà effettuare gli investimenti, se prenotati entro il 31 dicembre 2022, beneficiando così dell’aliquota del 50%.
La scadenza deriva dal decreto “Aiuti” che, con intento di favorire l’innovazione tecnologica delle imprese, ha alzato dal 20% al 50% la misura dell’agevolazione riconosciuta per gli investimenti in beni immateriali 4.0 effettuati nel 2022. Il relativo credito d’imposta soggiace alla previsione di aliquote decrescenti a seconda del momento d’effettuazione dell’investimento, vale a dire: 50% nel limite di spesa di € 1 milione per gli investimenti dall’1/1/2022 al 31/12/2022; 20% nel limite di spesa di € 1 milione per gli investimenti dall’1/1/2023 al 31/12/2023; 15% nel limite di spesa di € 1 milione per gli investimenti dall’1/1/2024 al 31/12/2024; infine, 10% nel limite di spesa di € 1 milione per gli investimenti dall’1/1/2025 al 31/12/2025.
Immateriali 4.0 Quali?
Il credito compete per gli investimenti in:
– software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
– software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
– software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.
Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni immateriali dell’allegato B mediante soluzioni di cloud computing, limitatamente alla quota imputabile per competenza.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, in tre quote annuali di pari ammontare, a partire dall’anno dell’interconnessione del bene al sistema aziendale, utilizzando il codice tributo “6937”.
Sitografia

