La legge di conversione del cosiddetto “decreto Lavoro” dovrebbe prendere posto in una tra le prossime edizioni della Gazzetta Ufficiale. Per intanto, un tema di sicuro interesse tra gli operatori e i destinatari è l’agevolazione che spetta per le assunzioni di giovani under 30 – detti né-né o NEET – effettuate nel periodo compreso tra il 1° giugno ed il 31 dicembre 2023.
Chi sono i né-né?
Vengono chiamati, in Italia, anche “né-né“. Ma il nome ha origine britannica (Not [engaged] in Education, Employment or Training: NEET). Sono giovani che non studiano, non lavorano, non ricevono una formazione. In statistica, sono persone inattive. Il beneficio che li riguarda è:
– destinato agli under 30;
– cumulabile con altri (in caso di cumulo con altra misura, l’incentivo é riconosciuto nella misura del 20 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore «NEET» assunto);
– riconosciuto per 12 mesi.
Consiste in un bonus pari al 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per le nuove assunzioni effettuate dall’1 giugno al 31 dicembre 2023, di giovani. Va prenotato su piattaforma INPS (ancora non disponibile), mediante specifica procedura.
Nel decreto la cui legge di conversione è pronta all’uso, licenziata definitivamente la scorsa settimana da Camera e Senato, l’articolo di riferimento è il 27 – rubricato Incentivi all’occupazione giovanile – e prevede che al fine ultimo di sostenere l’occupazione dei giovani, ai datori di lavoro privati è riconosciuto (a domanda) un incentivo nella misura e nei tempi sopra descritti.
A quali condizioni?
Devono ricorrere congiuntamente le seguenti condizioni:
a) che alla data dell’assunzione non abbiano compiuto il trentesimo anno di età;
b) che non lavorino e non siano inseriti in corsi di studi o di formazione («NEET»);
c) che siano registrati al Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani.
L’incentivo è riconosciuto nei limiti delle risorse, anche in relazione alla ripartizione regionale, per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, e per il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere.
Esso non si applica ai rapporti di lavoro domestico.
E’ corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili.
La domanda per la fruizione dell’incentivo
La trasmissione dell’istanza avviene attraverso apposita procedura telematica.
1. L’INPS, destinatario, provvede entro cinque giorni a fornire una specifica comunicazione telematica sulla sussistenza di una effettiva disponibilità di risorse per l’accesso all’incentivo.
2. A seguito della comunicazione, in favore del richiedente opera una riserva di somme pari all’ammontare previsto dell’incentivo spettante.
3. Al richiedente viene assegnato un termine (perentorio) di sette giorni entro cui stipulare il contratto di lavoro che da’ titolo all’incentivo.
4. Nei successivi sette giorni, non oltre, il richiedente deve comunicare all’INPS, attraverso l’utilizzo della predetta procedura telematica, l’avvenuta stipula del contratto che da’ titolo all’incentivo.
I termini sono perentori, pena la decadenza della riserva di somme
Se i termini non vengono rispettati, il richiedente perde la riserva di somme operata in suo favore, che viene conseguentemente messa a disposizione di ulteriori potenziali beneficiari. L’incentivo é riconosciuto in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande cui abbia fatto seguito l’effettiva stipula del contratto che da’ titolo all’incentivo e, in caso di insufficienza delle risorse, l’INPS non prende più in considerazione ulteriori domande fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito istituzionale.
La copertura degli oneri é assicurata per:
- 80 milioni di euro per l’anno 2023;
- 51,8 milioni di euro per l’anno 2024
a valere sul Programma Nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, nel rispetto dei criteri di ammissibilità e delle procedure del predetto programma.
Con decreto adottato da ANPAL si provvede alla ripartizione regionale delle risorse.
L’obiettivo di questa importante misura del decreto Lavoro è favorire, nel secondo semestre del 2023, una occupazione in pianta stabile di tali soggetti che, nella più parte dei casi, per motivi più vari, hanno difficoltà a trovare una occupazione. Nel suo iter parlamentare, essa non ha subìto alcun cambiamento.
Sitografia

