Nuove regole per i lavoratori frontalieri che dall’Italia si recano in Svizzera per svolgere la loro attività.
E’ in Gazzetta Ufficiale la Legge 13 giugno 2023, pubblicata con la serie generale n. 151 di venerdì scorso, che ratifica e rende esecutivi gli accordi tra i due Stati relativi all’imposizione fiscale del reddito maturato dai lavoratori frontalieri e alla modifica della Convenzione, già esistente tra Italia e Svizzera, per evitare le doppie imposizioni e per regolare altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio.
L’Accordo modifica le regole precedenti in materia di reddito prodotto in Svizzera dai lavoratori italiani e viceversa; ridetermina le franchigie e sancisce la deducibilità dei contributi obbligatori per i prepensionamenti e la non imponibilità degli assegni familiari erogati dallo Stato dove il frontaliere presta il lavoro.
Le nuove regole con al centro lo smart working
Un articolo con tema centrale è il 12, che regola provvisoriamente lo smart working (lavoro agile) effettuato per il datore Svizzero svolto sul territorio di residenza del lavoratore italiano. Sull’argomento, già nel corso dell’iter parlamentare di approvazione della legge era stato annunciato – in un question time alla presenza del ministro Giorgetti – un ulteriore protocollo aggiuntivo. Il tema erano le iniziative in materia di tassazione dell’attività dei frontalieri italiani che lavorano in Svizzera, in relazione allo scadere dell’efficacia delle disposizioni adottate nel periodo della pandemia con riferimento al lavoro da remoto.
La risposta alla Camera del ministro dell’Economia (febbraio 2023) è stata la seguente: il regime fiscale riservato ai lavoratori frontalieri che dall’Italia si recano in Svizzera è stato regolato, nel periodo della pandemia, da un accordo amichevole tra i due Paesi per arginare la diffusione del coronavirus favorendo il lavoro da remoto. In pratica, anche lavorando da casa, il cittadino italiano era sottoposto alla stessa tassazione prevista per i frontalieri. L’accordo era però a termine e ha perso efficacia.
Il ministro aveva allora ricordato essere in discussione alla Camera la ratifica del nuovo accordo tra Italia e Svizzera sull’imposizione dei lavoratori frontalieri e del Protocollo che modifica la Convenzione tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni, annunciando un protocollo aggiuntivo che contempla il potenziale ulteriore sviluppo del telelavoro per i frontalieri e la predisposizione di regole transitorie.
Così è stato.
Sitografia
www.fiscooggi.it
www.gazzettaufficiale.it

