Stranieri formati nei loro territori. CIFA Italia: una rete internazionale dei servizi per il lavoro pubblico-privato ad arricchimento degli asset strategici del Piano Mattei. Avviato intanto il dialogo con il Marocco
Cifa Italia lancia un progetto articolato, strutturato, veloce: una rete internazionale dei servizi per il lavoro pubblico-privato (con Ministero del Lavoro, Anpal, Regioni, Apl, enti di formazione, enti bilaterali e professionisti) che garantisca, per l’appunto in tempi brevi, lavoratori formati. Tra gli operatori della rete risulta indispensabile la figura del consulente del lavoro, primo e ultimo anello della catena, con il compito di individuare, prima, il fabbisogno formativo e di accompagnare, poi, il lavoratore neoformato in azienda.
Importante è la sinergia tra gli operatori pubblici (enti accreditati alle Regioni, professionisti, aziende e fondi interprofessionali). Tra tutti, questi ultimi – spina dorsale della formazione continua – sarebbero capofila di un’azione pilota che crei un modello strutturato.
“Il progetto – dichiara il presidente di Cifa Italia e del fondo interprofessionale Fonarcom, Andrea Cafà – mira a qualificare capitale umano extra Ue attraverso un percorso di formazione continua che si svolge direttamente nei Paesi di origine. È possibile che la fase di sperimentazione inizi con il Marocco”.
L’ambasciatore del Regno del Marocco, Youssef Balla, ha accolto così la proposta: “Nell’ambito dell’accordo del partenariato strategico multidimensionale siglato nel 2019 tra Marocco e Italia, l’ambasciata accoglie con favore la proposta di Cifa che si candida a diventare l’associazione che intende avviare un percorso sperimentale con il Regno del Marocco in previsione della formazione nel Paese d’origine dei lavoratori che vengono a lavorare in Italia o a stabilirvisi. L’accordo di collaborazione è finalizzato a promuovere la cooperazione nel campo dell’occupazione e degli affari sociali, lo sviluppo delle competenze, il lavoro dignitoso, nonché incontri tra operatori del mercato del lavoro italiano e marocchino, come, per esempio, agenzie per il lavoro, enti di formazione professionale, scuole, università, ecc.”.
Lavoratori stranieri formati nei Paesi d’origine. Cosa ne pensano i professionisti del lavoro?
E’ un sì pieno il loro. Il vicepresidente della Fondazione Lavoro, Luca Paone: “Siamo fieri di far parte di questo progetto che accentua la portata etica e sociale del nostro operato. Con la nostra presenza sui territori non solo favoriremo un delicato percorso di inclusione ma ostacoleremo l’immigrazione clandestina. Si aprono così nuove frontiere per la professione”.
Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, saluta il progetto confermandone la validità: “Sottoscrivo in pieno il progetto di Cifa e di Fonarcom e accolgo l’apertura ampia che è giunta dall’ambasciatore del Regno del Marocco. Se qualcuno mi presentasse un protocollo di sollecito su questa iniziativa lo accoglierei immediatamente. Abbiamo bisogno di un’immigrazione formata e qualificata che può costituire un asset molto importante per il nostro Paese per i prossimi 50 anni”.
Il vicesegretario generale del sindacato Confsal, Lucia Massa, sottolinea il ruolo importante di questa iniziativa: “Questo progetto sperimentale, proprio perché fornirà personale specializzato alle imprese e, in particolare alle Pmi, contribuirà al benessere economico del Paese”.
Infine, il presidente Cafà ha dichiarato che è intenzione di Cifa “presentare la proposta al Governo, in considerazione anche del fatto che la rete per la formazione continua nei paesi africani potrebbe arricchire gli asset strategici del Piano Mattei”.
Il ministro Lollobrigida ha, in altro contesto, parlato di immigrazione e lavoro: “Noi sappiamo che abbiamo bisogno anche di immigrazione ma di immigrazione legale, e il primo modo è contrastare quella illegale. Le nostre imprese hanno bisogno di forza lavoro e noi le ricette le abbiamo”.
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