Il Sole 24 Ore torna sulla questione welfare aziendale e PMI. Centrale l’indagine realizzata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro lo scorso giugno. Al centro della trattazione, per l’appunto, la diffusione del welfare aziendale tra le piccole e medie imprese e le prospettive di sviluppo.
Netto è il divario tra il welfare attuato dalle grandi aziende e quello delle piccole imprese, le quali optano perlopiù per misure di intervento al reddito, quali buoni pasto o buoni benzina anziché soffermarsi sui più richiesti interventi che aiutano i dipendenti ad una maggiore e migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Tale differenza riguarda principalmente la scarsa informazione delle imprese. E allora, in tale contesto, sono proprio i Consulenti del Lavoro a giocare un ruolo prezioso e strategico, che mira alla corretta informazione delle tipologie di welfare e delle opportunità che vengono offerte dalla normativa fiscale.
Futuro e soluzioni applicative
Guardando al futuro, ci dicono i Consulenti, le misure di welfare aziendale sono in crescita: il 61,1% dei Consulenti sottoposti all’indagine, infatti, pensa che, nel triennio 2023-2026, ci sarà un aumento della diffusione di tale strumento. Tra i fattori che incideranno maggiormente, troviamo i vantaggi fiscali previsti dalla normativa, la dinamica inflattiva e le sue ripercussioni sul potere d’acquisto dei salari, ovvero la tutela dei lavoratori e delle loro retribuzioni, usufruendo persino di meccanismi agevolativi che consentano una riduzione dei costi per le imprese.
Lo sviluppo che si prospetta per il prossimo futuro risponde anche ad un maggior interesse delle imprese, che è aumentato soprattutto negli ultimi due anni, tra la pandemia e la “fiammata inflazionistica”.
Un Welfare “snello” e “flessibile”
In chiusura, la Fondazione Studi ipotizza quali possano essere gli strumenti che consentono l’utilizzo degli strumenti welfare a misura di PMI e che siano per tal motivo snelli, agili e flessibili.
Prima di tutto: la digitalizzazione dei servizi di welfare aziendale, che ad oggi è largamente migliorabile, in termini sia di diffusione delle piattaforme che di fruibilità ed efficacia delle stesse. La digitalizzazione dei servizi, infatti, semplificherebbe le procedure e velocizzerebbe i processi.
Per ultimo, essenziale è lo sviluppo dei meccanismi di incentivo alle imprese che erogano servizi di welfare aziendale. “Tale variabile che, come visto, per le PMI è dirimente ai fini dell’introduzione delle misure di welfare consentirebbe quel contenimento dei costi economici aggiuntivi che inevitabilmente le imprese che si avvicinano al welfare sostengono e che, a oggi, costituiscono il principale ostacolo a una sua più ampia diffusione”.
Sitografia
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