Intervista a Enrico Bertolaso - VTENEXT
Il nostro Direttore intervista Enrico Bertolaso, responsabile marketing & comunicazione presso VTENEXT.
Enrico, quanto conta che nelle realtà produttive italiane entri l’automazione?
Per le aziende l’automazione dei processi interni è elemento centrale, cruciale. Elimina gli input umani volendo ottimizzare un sistema ed ottenendo di diminuire gli errori senza diminuire anche la qualità, che invece cresce. Minimizza i costi e semplifica i processi.
Collante è il flusso di lavoro che essa crea, similmente automatizzato benché vi sia inserito, con i software, l’uomo.
Un po’ come dire standardizzazione. Ed in effetti questa ne è parte, concentrandosi l’automazione sulla creazione di sistemi automatici che eseguono attività ripetitive, per l’appunto standardizzate.
I dati così elaborati vengono formulati con rapidità ed efficienza; risultano precisi e affidabili. Indifferentemente che siano più o meno numerosi.
Torniamo ai costi minimizzati. L’automazione è determinante?
Il mio è un sì deciso. Un processo di automazione ben eseguito che passi – in una realtà produttiva – dall’essere semplice all’essere via via più sofisticato, utilizzando un approccio graduale (che useremmo anche per inserire in questo sistema l’Intelligenza artificiale), può ridurre i costi associati alla gestione delle attività e il personale dedicato a quelle ripetitive.
In termini di welfare il vantaggio sta, viceversa, nel miglioramento della qualità del lavoro: l’automazione delle attività ripetitive e standardizzate può liberare i dipendenti da compiti monotoni e consente loro di concentrarsi su incarichi più creativi, impegnativi.
Standardizzazione alias automazione, dicevamo. E’ ardito?
Verosimilmente, la semplificazione dei processi e la loro standardizzazione rappresentano passi non solo importanti ma irrinunciabili, verso l’automazione.
La standardizzazione dei processi aziendali presa nella sua autonoma funzione, sia come parte di un’implementazione ERP sia separatamente dalla tecnologia, conduce a consistenti guadagni di efficienza. Se nei vari reparti e nelle diverse sedi di una stessa azienda, i dipendenti eseguono la medesima attività seguendo cinque distinte modalità, viene ritenuto certo che almeno una di queste è inefficiente.
Perciò, standardizzare implica identificare il modo migliore per eseguire un processo ed implementarlo nell’intera organizzazione. Applicando questo principio per i processi, l’imprenditore può ridurre al minimo gli errori (e gli eccessi), aumentando l’efficienza.
Sarà, quindi, più prudente l’affermazione secondo cui la standardizzazione dei processi aziendali e la qualità, non l’automazione che li ingloba, si sovrappongano. Vadano di pari passo. Quando il lavoratore dipendente sa precisamente come produrre beni e servizi che mantengono alta l’attività, il rischio si esaurisce (insieme alle variabili) e la soddisfazione del cliente migliora.
Ancora. Garantire stabilità operativa e scalabilità è il naturale sbocco della standardizzazione dei processi aziendali. Questo elimina congetture e ambiguità, di conseguenza l’azienda scala rapidamente, tanto da soddisfare l’aumento della domanda.
Dovendo definire una check list del processo fin qui descritto?
Ritengo che al primo posto avremmo la standardizzazione (che può non essere solo interna, se si standardizzano effettivamente i processi in base alla funzionalità del software), seguita dalla semplificazione, con esito l’automazione.
Dulcis in fundo. Grande diventa l’azienda che ha una cultura del miglioramento continuo. Con la standardizzazione prima, la semplificazione poi, l’automazione dei processi endogeni da ultimo, l’imprenditore getta basi da cui i dipendenti acciuffano un linguaggio comune sebbene sostino in diversi reparti, in differenti sedi, e collaborino per la soluzione di punti deboli della loro filiera.
Tanto premesso e volendo concludere, passare direttamente all’automazione senza prima concentrarsi sulla gestione dei processi aziendali può essere tuttavia un errore costoso. L’implementazione va preceduta dalla standardizzazione. Sempre.
Alessia Lupoi – Direttore responsabile

