“La scelta di rinviare la discussione in Commissione Lavoro sulla proposta di legge finalizzata all’istituzione del salario minimo era un atto dovuto in quanto rispettoso della proposta avanzata dal CNEL – organo di rilevanza costituzionale – e delle parti sociali che lo compongono in rappresentanza di imprese e lavoratori”.
La dichiarazione è di Andrea Cafà, presidente dell’associazione di imprese CIFA Italia.
Più nel dettaglio, il rinvio (per la seconda volta) in Commissione Lavoro della proposta di legge delle opposizioni sul salario minimo, presentata congiuntamente da Pd, M5s, Azione, Più Europa e Avs – che prevede una retribuzione minima oraria di 9 euro disposta da norma – sarebbe legato al documento a maggioranza approvato dall’organismo costituzionale, a guida Renato Brunetta, che ritiene inutile un salario minimo fissato per legge, sostenendo la strada della contrattazione collettiva.
Dunque, per il centrodestra è necessario un ritorno in commissione per ulteriori approfondimenti.
Il Cnel non sarebbe, dunque, l’ago della bilancia.
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