Nell’ottica di favorire l’integrazione lavorativa delle categorie più deboli, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha siglato l’intesa sul telelavoro, definendo lo stesso come la possibilità di lavorare presso il proprio domicilio attraverso l’adozione di supporti tecnologici che consentono il collegamento a distanza e un’adeguata comunicazione con l’ufficio di appartenenza.
Gli interessati
Il telelavoro riguarderà complessivamente 140 lavoratori, che vi accederanno tramite adesione volontaria, riservata al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ad esclusione del personale con incarico di responsabile.
Il protocollo di intesa sottoscritto lo scorso 25 ottobre conferma il proseguimento dell’istituto del telelavoro per coloro che ne usufruivano in applicazione della previgente regolamentazione.
L’istanza
Il personale interessato presenterà l’istanza per lo svolgimento del telelavoro entro il mese di ottobre di ciascun anno, corredata se necessario dalle idonee certificazioni sanitarie. Le domande ricevute sull’applicativo saranno valutate attribuendo un punteggio secondo un ordine di priorità:
- presenza di disabilità psico-fisiche del dipendente, tali da rendere disagevole il raggiungimento del luogo di lavoro;
- lavoratori con familiari (figli, coniuge o convivente) in condizioni di handicap grave;
- famiglie con unico genitore;
- distanza tra residenza e sede di lavoro di almeno 10 km.
Trattamento normativo ed economico
Il rapporto di lavoro dei dipendenti interessati resterà regolato dalle norme legislative, economiche e contrattuali in essere; per ogni giornata di prestazione in telelavoro sarà riconosciuto il buono pasto. Saranno inoltre rimborsate le spese relative al consumo di elettricità e all’utilizzo della connessione, nella misura di 15 € al mese. Il lavoratore che svolge la propria attività in telelavoro beneficia delle medesime coperture assicurative previste per legge per tutti gli altri lavoratori.
Tra il dipendente in telelavoro e l’Ente sarà stipulato un accordo individuale, previa verifica dell’idoneità tecnica e di sicurezza del luogo dove sarà installata la postazione.
Sarà possibile per l’Ente disporre la revoca del contratto individuale per sopraggiunti motivi tecnico-organizzativi, riassegnando il dipendente alla sede originaria di lavoro, con modalità e tempi compatibili con le esigenze del lavoratore.
Al lavoratore potrà essere richiesta la presenza presso la sede di lavoro per un massimo di un rientro ogni due settimane, in base alla pianificazione predisposta dal responsabile.
Le attività escluse
Restano esclusi dall’applicazione del telelavoro i dipendenti addetti alle seguenti attività:
- attività di sportello
- attività svolte sul territorio
- attività di protocollazione e archiviazione
- attività di notifica
- attività di pignoramento presso terzi
- attività di logistica e gestione degli immobili
- attività di organizzazione turni
Il protocollo d’intesa specifica l’elenco delle attività escluse dal telelavoro distinguendo direzioni regionali/aree territoriali e strutture centrali.
L’intesa sul telelavoro per il CCNL Agenzia delle entrate-Riscossione decorre dal 1 gennaio 2024 e avrà durata triennale.
Protocollo di intesa in materia di Telelavoro
Sitografia
www.firstcisl.it

