Decreto legislativo approvato oggi in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, di attuazione della riforma fiscale. Attesa dagli anni settanta, questa riforma del fisco; che, a voce del vice ministro Maurizio Leo in conferenza stampa, sta per essere varata in tempi molto rapidi.
Il disegno di Legge Delega fu presentato in CdM a marzo scorso, approvato in via definitiva dal Parlamento ad agosto, ed oggi si è al settimo provvedimento di attuazione, che andrà in Gazzetta Ufficiale di qui a qualche giorno, ricorda il vice ministro.
Il provvedimento, nello specifico, avvia un nuovo rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente.
Già in un primo provvedimento approvato, si prevedeva per le imprese più strutturate – le c.d. “di maggiori dimensioni” (ovvero quelle che ad oggi hanno un fatturato di un miliardo di euro, che man mano scenderà fino a cento milioni – di avviare un percorso collaborativo con l’Amministrazione finanziaria che comporterà anche una riduzione degli adempimenti, un termine di gran lunga più breve per porre in essere un’azione accertatrice. Una collaborazione importante dal mondo delle Professioni.
Il decreto è strutturato in due parti, la prima delle quali riguarda l’attività di accertamento. Quando vuol far valere la pretesa tributaria, l’Amministrazione finanziaria lo fa in tre forme: l’atto di accertamento; l’atto di recupero; l’atto automatizzato (una su tutte, la cartella di pagamento).
Per quanto riguarda l’atto di accertamento in senso tecnico, la novità di questo provvedimento è che l’Amministrazione finanziaria non potrà emettere l’atto se non previo avvio di un contraddittorio con il contribuente. Ecco che il decreto si sposa con un altro atto varato in precedenza: lo Statuto dei diritti del Contribuente.
Ne deriva che il contribuente potrà formulare osservazioni e laddove l’Amministrazione non le condivida, deve motivare espressamente (c.d. motivazione rafforzata). Pena l’annullabilità dell’atto di accertamento.
In una seconda fase – accertamento con adesione – vi è la possibilità di introdurre strumenti deflattivi per evitare di avviarsi verso il contenzioso che è spesso lungo, defatigante e oneroso.
L’altro atto che può far valere il fisco è quello di recupero. Il viceministro dice: “Era importante codificare questo Istituto perché soprattutto negli ultimi tempi noi abbiamo assistito a tante operazioni poco trasparenti; pensate a tutto quello che è accaduto sul versante Superbonus”.
S’è dunque previsto anche un ampliamento dei termini di controllo. Dai cinque anni canonici dall’atto di accertamento, si è giunti a otto per recuperare le patologie riscontrate, specie nell’utilizzo indebito di crediti d’imposta.
Resta ferma l’attività dei controlli automatizzati. Anche qui il contribuente potrà far valere le proprie ragioni, ancor prima della produzione dell’atto (cartella o altro).
Fisco/cittadino. Il decreto appena varato cambia rotta
Dimostrazione di come si intenda cambiar rotta nel rapporto fisco/contribuente.
Sitografia

