Delle Zone economiche speciali l’On. D’Alfonso diceva: “Non è un tempo neutro. Perché finalmente anche in Italia arriva la rivoluzione della ZES.”
Fornire informazioni di base e spunti operativi sulla misura rivoluzionaria è obiettivo del documento “Le zone economiche speciali, quadro di sintesi degli adempimenti per investimenti 2023 e delle opportunità future”, pubblicato da Consiglio e Fondazione nazionali dei commercialisti, che affronta anche il tema della nuova ZES Unica, in vigore dal 1° gennaio 2024.
L’elaborato sintetizza le modalità operative per l’ottenimento del credito d’imposta per il 2023 e gli aspetti fiscali e contabili ad esso collegati.
Gli investimenti nelle ZES – vi è scritto – pur in soli due anni di operatività, hanno prodotto un significativo impatto economico. Un’analisi sull’efficacia delle Zone speciali quali strumenti di attrattività per gli investimenti nel Mezzogiorno ha messo in luce che, se tutte le ZES avessero performato come quelle della Campania e della Calabria, si sarebbe generato un effetto positivo sull’economia nazionale, direttamente e indirettamente, di circa 83 miliardi di euro.
Non è un tempo neutro, dunque: “La nuova ZES Unica, per produrre gli effetti auspicati, dovrà fornire certezza soprattutto in merito alle misure fiscali e all’orizzonte temporale. Solo in questo modo le imprese e i commercialisti a loro fianco potranno cogliere le opportunità aperte a chiunque voglia investire nei territori del Mezzogiorno”. Così gli autori del documento.
Le ZES, in Italia, sono state istituite nel 2017 perché si favorisse lo sviluppo delle imprese locali e l’insediamento di nuove attività nelle regioni del Mezzogiorno, tramite semplificazioni degli adempimenti amministrativi e burocratici, agevolazioni fiscali e doganali. Il loro percorso attuativo è stato così complesso da renderle completamente operative solo tra il 2021 e 2022. Infatti, solo nell’estate del 2022 è stato aperto lo “Sportello Unico Digitale” (SUD).
Alle Zone Economiche Speciali per interventi infrastrutturali sono destinati:
– 630 milioni del PNRR, da utilizzare per il collegamento delle aree ZES alla rete nazionale dei trasporti e alle reti transeuropee;
– 1,2 miliardi di euro per l’ammodernamento e il potenziamento dei porti presenti all’interno delle zone stesse.
Dal primo giorno del 2024 una ZES unica
Dal 1° gennaio 2024, è stata istituita una Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, che sostituirà le attuali 8 ZES. Con la pubblicazione del d.l. 124/2023 (c.d. decreto Sud) è stata apportata una profonda revisione dell’istituto.
Con l’introduzione della ZES Unica, il Governo punta a favorire una programmazione maggiormente integrata e coordinata; allo stesso tempo, conservare le specificità dei territori coinvolti.
Sitografia

