Dopo la conversione in legge del DL sulla competitività dei capitali (Legge n. 21/2024), Assonime interviene sul tema con la circolare n. 6, pubblicata il 13 marzo 2024. L’associazione infatti illustra, in sostanza, quanto disposto dalla Legge capitali, soffermandosi sulle novità e dando spunti di riflessione per una futuro e continuo dibattito sugli argomenti.
Di particolare rilievo sono, ad esempio, gli interventi effettuati in materia di voto plurimo e voto maggiorato e sulle modalità di tenuta delle assemblee; e sono proprio tali modifiche che consentono al nostro sistema di adeguarsi all’evoluzione delle esigenze del settore e delle caratteristiche di accesso al mercato.
Assonime sugli interventi a sostegno della competitività del mercato dei capitali
Le misure introdotte, ricorda Assonime, riguardano quattro macro aree:
- l’accesso delle società al mercato dei capitali;
- la riforma della disciplina sugli emittenti strumenti finanziari diffusi;
- le misure di corporate governance (che al loro interno trattano anche il potenziamento del voto plurimo e di quello maggiorato);
- l’innovazione del sistema sanzionatorio.
Problemi interpretativi
La circolare dell’associazione affronta, quale punto nevralgico, alcuni problemi interpretativi generati dalla legge. Innanzitutto, la presentazione di una lista di candidati da parte del consiglio di amministrazione uscente; tale elemento è un’assoluta novità e proprio per questo motivo richiede un’interpretazione sistematica alla luce dei principi di parità di trattamento degli azionisti e di integrità del processo di formazione dell’organo di amministrazione.
In questo contesto, inoltre, al Governo viene affidata dalla stessa legge una delega per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali, prevedendo principi e criteri direttivi molto ampi. La presenza delle delega modifica, sì, la prospettiva generale che non appare più soltanto come un intervento su alcuni snodi cruciali della regolamentazione per i mercati ma come un tassello fondamentale per una riforma completa della disciplina.
Focus, allora, sul criterio direttivo della delega, il quale semplifica le regole del governo societario. Questo genera un’opportunità per la riforma che potrà valorizzare ancor di più l’autonomia delle società.
Modello di governance secondo gli standard internazionali
Le novità apportate dalla legge sta già costituendo un modello di governance che risponde totalmente agli standard internazionali. Affinché questo processo possa svilupparsi ulteriormente e in maniera adeguata, è necessario – in conclusione – continuare a perseguire la strada dell’armonizzazione ed eliminazione di anomalie e peculiarità che scoraggi le aziende ai trasferimenti all’estero ma che al contempo sopprimano l’ostacolo vissuto nello stesso mercato dei capitali.
Sitografia
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