Lavoro corale. de Nuccio: riformulato il comma delle polemiche
Il Consiglio nazionale dei commercialisti (CNDCEC) ha approvato il nuovo Codice deontologico della categoria, posto in pubblica consultazione sino al 21 marzo, giornata nella quale l’avallo del testo è divenuto ufficiale.
Operativo da aprile prossimo, ospita diverse novità. La più impattante può ben essere considerata quella sull’equo compenso, seguita dalle regole sulla pubblicità e la comunicazione. E’ stato corale il contributo degli Ordini territoriali, delle associazioni di categoria e dei singoli professionisti iscritti, le cui osservazioni hanno dato spunto ad un documento “responsive”.
Le principali novità del Codice sono quella relative alla nuova norma sull’equo compenso – utile anche in vista dell’ormai prossima campagna di rinnovo delle cariche nei collegi sindacali – e quelle relative alla pubblicità e alla comunicazione, in particolar modo sui social media.
Nel Codice operativo da aprile
Equo compenso, sì. Non solo. Anche un’unica sanzione per violazioni plurime nello stesso procedimento disciplinare. Poi, i rapporti tra colleghi; come anticipato, l’utilizzo dei social network, l’abusivismo professionale e la pubblicità. Sono alcuni tra gli aspetti di maggior peso sui quali il Presidente de Nuccio e i suoi si sono concentrati.
Dice: “Il comma 5 dell’articolo 44, che aveva suscitato qualche polemica, è stato riformulato, restando però chiarissimo relativamente alle modalità per un corretto utilizzo del titolo professionale, affinché esso sia pienamente rispondente a quanto previsto dal nostro Ordinamento professionale. Mi piace anche sottolineare il recepimento dell’osservazione di alcuni giovani colleghi che hanno giustamente chiesto che il nuovo Codice non faccia distinzioni tra iscritti giovani e anziani, entrambi tenuti al rispetto reciproco”.
In chiusura, il consigliere nazionale delegato alla deontologia, Pasquale Mazza, aggiunge che “le modifiche apportate dopo la pubblica consultazione lasciano inalterati i principi ma contribuiscono, nella nuova formulazione, a renderli più chiari e intellegibili per i […] colleghi. In tema di comunicazione e uso dei social, ad esempio, chiariamo che, fermo restando […] il diritto di critica, bisogna attenersi a comportamenti deontologicamente corretti sia verso l’esterno, a cominciare dall’approccio da avere verso le Istituzioni, sia verso l’interno, con comportamenti che devono essere rispettosi anche tra colleghi”.
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